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Un gruppo di ribelli islamisti che opera nel Caucaso settentrionale, ha rivendicato l'uccisione del sindaco di Vladikavkaz, avvenuto ieri nell'Ossezia del Nord.
"L'esecuzione del nemico di Allah è stata portata avanti dall'emiro di Kataib al-Khoul" si legge nel sito internet www.kavkazcenter.com, un gruppo che viene descritto come la cellula locale dei ribelli islamisti.
Vitaly Karayev, sindaco di Vladikavkaz, capitale dell'Ossezia del Nord e una delle più grandi città della Russia, rappresenta la figura politica più alta finora uccisa dai ribelli caucasici. Ferito da un colpo di pistola nel mezzo della strada, è morto poche ore dopo in ospedale. Le autorità russe hanno aperto un'inchiesta sulla sua morte.
Nell'ossezia del Nord, però, la violenza è iniziata fin dagli anni '90, in connessione con la guerra d'indipendenza Cecena. Stretta fra l'Ossezia del Sud, la Cecenia, e l'Inghuscezia, l'Ossezia del Nord, che fa parte della Fedreazione russa, ha spesso subito l'influenza dei movimenti indipendentisti dei paesi confinanti.
Il 6 novembre scorso dodici persone erano rimaste uccise nelll'esplosione che ha coinvolto un autobus vicino al mercato della città.