27/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Perù, La Fifa ha temporaneamente sospeso il calcio peruviano dalle competizioni internazionali in ragione dei problemi fra la federazione e il Governo di Lima.

La nazionale di calcio peruviana, e tutte le squadre del paese che partecipano a coppe internazionali, sono state escluse dalle competizioni.

Il motivo che ha scatenato questa decisione, che dovrà comunque essere ridiscussa il prossimo 20 dicembre a Tokio dal comitato esecutivo della Fifa, è legato alla controversia scatenatasi dopo la decisione dell'istituto dello Sport peruviano che non vuole riconoscere Manuel Burga presidente della Federazione peruviana di calcio la Fpf. Dunque, un problema esclusivamente politico. La questione ha fatto imbufalire Blatter, capo dei capi del calcio mondiale, che la vede come un'intromissione della politica nello sport e per questo motivo "inaccettabile". A questo punto la nazionale, se l'esclusione fosse confermata dalla riunione di Tokio non potrà partecipare alle qualificazioni mondiali per il Sudafrica i cui sorteggi sono previsti proprio in questi giorni. Non solo: le squadre di club non potranno partecipare alla coppa Libertadores (la Champions League del Sudamerica).

Un danno non solo economico per l'industria del calcio peruviano ma anche sociale. Come in moltissimi altri Paesi del mondo, infatti, il calcio in Perù è una questione nazionale. Non c'è bar o angolo delle strade dove non si discuta di calcio. E' l'argomento preferito dai tassisti di Lima e buona via per creare amicizie. Il calcio nel Paese gioca un ruolo talmente importante a livello sociale che non appena giunta la notizia i tifosi si sono scatenati e hanno iniziato a inondare forum e blog con i loro commenti. Migliaia sono stati quelli giunti nella redazione di El Comercio, quodiano fra i più diffusi del Paese. "E' incredibile. Oltre che fermare le partite si ferma tutta la macchina che sta intorno al calcio" dice un uomo visibilmente triste per la notizia. "E' una questione fra due persone: il presidente della federazione e chi non lo riconosce come tale. E' il problema della politica e la politica lo deve risolvere" dice un tassista a bordo della sua auto. "La colpa di tutto questo è del governo che non si è fatto gli affari suoi ed è voluto entrare nel merito delle vicende sportive che non gli competono - racconta un anziano- A pagare siamo sempre e comunque noi tifosi. Questa non è una bella figura che stiamo facendo". Di diverso avviso una donna che colpevolizza il presidente della federazione reo a sua avviso di non essere stato capace di gestire il calcio e di averlo fatto sprofondare nella corruzione: "E' tutta una questione di soldi. Dove ci sono soldi c'è corruzione e dove c'è corruzione succedono queste cose. Che vergogna."

 

Alessandro Grandi

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