24/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ritirato il "Programme Edvige", la banca dati globale. E il Consiglio d'Europa richiama Parigi sulle politiche d'immigrazione.

Il ministro dell'Interno Michèle Alliot-Marie in due righe ha posto fine alla breve vita del contestatissimo decreto 27 giugno 2008, numero 632 che istituiva una banca dati telematica per la raccolta di informazioni di carattere personale denominata Edvige.

La Francia, si sa, è considerata la madre dei diritti dell'uomo. È stata il faro delle democrazie nel mondo già dal 1789, da quando la Dichiarazione dei diritti dell'Uomo e del Cittadino ha continuamente ispirato le carte fondamentali di numerosi Paesi sparsi per il mondo, per poi confluire, in gran parte, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Onu nel 1948. I cittadini francesi non lo hanno dimenticato e raccogliendo, due mesi fa, 130mila firme hanno ricordato a Nicholas Sarkozy che libertà, sicurezza e resistenza all'oppressione sono ancora principi fondamentali nella patria della Rivoluzione

Chi era Edvige. Il governo ha così fatto marcia indietro ritirando, per decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il "Programma Edvige", acronimo che sta per exploiation documentaire et valorisation de l'information générale, cioè sfruttamento documentario e valorizzazione dell'informazione generale. Il ministro dell'Interno Michèle Alliot-Marie in due righe ha depennato il decreto che istituiva una banca dati telematica per la raccolta di informazioni di carattere personale denominata Edvige. Il programma prevedeva la raccolta di dati che riguardavano anche notizie sulla salute, sull'orientamento sessuale e sulla personalità oltre che la possibilità di "archiviare" i dati di minori dai 13 anni in su che, potenzialmente, potessero costituire una minaccia per l'ordine pubblico. Lo schedario riguardava anche persone che hanno esercitato o esercitano un mandato politico, sindacale o economico, oppure che svolgano un ruolo sociale o religioso significativo. Edvige era stato autorizzato a operare a partire dal primo luglio scorso e non è dato sapere se nella sua breve vita abbia raccolto dei dati e che fine faranno questi dati. Il sistema di archiviazione sarà sostituito Edvirsp, un nome meno suadente certo, dove si specifica che le informazioni saranno usate ai soli fini della sicurezza pubblica. Viene esclusa la possibilità di registrare dati relativi alla sessualità, alla salute e alle inclinazioni personali, così come non entreranno nell'archivio le persone che ricoprono ruoli istituzionali, sociali e religiosi rilevanti. Rimane tuttavia la possibilità di schedare i minori ma si prevede la cancellazione dei dati al raggiungimento del diciottesimo anno di età se non si saranno verificati ulteriori atti di minaccia alla pubblica sicurezza. Edvirsp dovrà essere esaminato dalla Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà, prima di essere sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato.

Bruxelles bacchetta Parigi. Giovedì, invece, il Consiglio d'Europa ha richiamato la Francia sulla politica degli immigrati. Il rapporto presentato dal Commissario ai diritti dell'uomo, Thomas Hammarberg, non è stato tenero: da Bruxelles arriva l'invito ufficiale ad abbandonare una politica basata sulla raccolta di impronte digitali e a interrogatori i cui metodi sono spesso criticabili. Dal 2006 manca un testo che definisca i criteri oggettivi e i requisiti necessari per la regolarizzazione dei "sans-papiers" che inevitabilmente accresce la possibilità di procedure arbitrarie, soprattuto dopo la soppressione del provvedimento che concedeva la cittadinanza dopo dieci anni di residenza in Francia. Altra nota dolente riguarda lo stato, definito disumano, dei centri di accoglienza per immigrati. Senza contare l'elevato numero di minori presenti all'interno degli istituti. "Si tratta di problemi di carattere giuridico e soprattuto umanitario - dice il commissario Hammarberg - che le autorità francesi non possono trascurare in maniera così sfacciata".

La Francia, madre dei diritti umani è stata avvertita: libertà, fraternità, uguaglianza e resistenza all'oppressione sono nel Dna della nazione che non può essere modificato per decreto o trascuratezza.

 

Nicola Sessa

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