
“A noi brasiliani piace il governo Lula e speriamo che possa superare le difficoltà
con le quali si sta scontrando, difficoltà create dai governi passati che opprimevano
e trattavano il popolo in modo autoritario”. Emerson Fontinelle è un ausiliare
dei Progetti Sociali dell’ Instituição Beneficente Conceição Macêdo (IBCM). Si
tratta di un’istituzione di Salvador, Bahia, che presta assistenza ai bambini
figli di portatori di Hiv/aids. Ha 31 anni ed è originario di Teresina, capitale
dello stato Piauì. Ci racconta la sua visione dei primi anni del governo Lula,
speranze e delusioni, mete raggiunte e fallimenti. Dalle sue parole emerge, soprattutto,
la fiducia tuttora salda nel presidente operaio.
Parliamo di Fome Zero.
“Il programma Fame Zero, punto di forza del governo brasiliano, il primo al mondo ad avere dedicato
un ministero alla lotta alla fame, sta incontrando alcune difficoltà. Questo programma,
il cui obiettivo è far si che le famiglie brasiliane più indigenti possano avere
cibo, non funziona molto bene. E’ viziato da molte irregolarità che il governo
sta cercando di correggere. Continua comunque ad essere un buon programma per
la popolazione più povera del Brasile”.
E il programma “Prima Occupazione”?
“Non ha funzionato come avrebbe dovuto. Pochissime sono state infatti le aziende
che hanno assunto i giovani iscritti al programma. Anche in questo caso il governo
sta cercando di effettuare degli aggiustamenti, ma continuiamo ad avere molti
giovani disoccupati”.
La situazione dell’occupazione in generale e del salario dei lavoratori?
“Con il governo Lula la disoccupazione è sensibilmente diminuita creando circa
due milioni di posti di lavoro con contratto regolare. Anche i posti di lavoro
non regolari sono notevolmente aumentati in Brasile, principalmente nelle regioni
più povere. Attualmente il 10 per cento della popolazione brasiliana è disoccupata,
ma si sta riscontrando una diminuzione dei livelli di disoccupazione a carattere
generale.
La retribuzione del brasiliano medio continua ad essere molto bassa. Attualmente
il salario minimo è di trecento reais, circa cento euro. Lo stipendio medio comincia
a migliorare ma è ancora molto basso se consideriamo un’inflazione di circa il
6 per cento all’anno”.
E l’economia?
“L’economia brasiliana sta andando molto bene. Nel 2004 il nostro Paese ha registrato
una crescita del 5 per cento. Le esportazioni hanno raggiunto i livelli più alti
degli ultimi 10 anni. Le riserve di denaro brasiliane sono in condizioni molto
buone. Il dollaro in Brasile si sta svalutando molto, motivo per il quale si
teme un raffreddamento delle esportazioni durante il 2005. L’industria brasiliana
quest’anno è notevolmente cresciuta, in Bahia è aumentata di circa il 30 per rispetto
al 2003”.
Le imposte?

“Abbiamo alcune rimostranze da fare, infatti il tasso di interesse in Brasile
é molto alto, con il 17,25 per cento e allo stesso tempo la percentuale delle
imposte versate sta aumentando molto”.
Ma?
Ma una cosa però adesso è certa, stiamo vivendo uno dei migliori periodi di una
vera democrazia. Con la partecipazione popolare al governo, il coinvolgimento
della società civile nelle decisioni e tanta buona volontà del Governo Lula di
voler di fatto migliorare le condizioni del popolo brasiliano”.