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La Namibia e il Malawi, due tra i Paesi africani più poveri, trattano i loro bambini meglio di molti Paesi africani più ricchi. Lo rivela uno studio dell'African Child Policy Forum, un istituto indipendente che ha stilato la classifica di 52 Stati 'child-friendly', amici dei bambini.
E' risultato, sorprendentemente, che il Malawi, al 45mo posto tra i 52 in quanto a ricchezza pro-capite, è tra i primi 10 come impegno verso l'infanzia, mentre la Namibia, al 36mo, risulta seconda. Parallelamente, la Guinea Equatoriale, che risulta essere ai primi posti in quanto a prodotto interno lordo pro-capite, è 44ma per spesa pubblica a beneficio dei bambini. Attraverso lo studio, secondo il dottor Assefa Bequele, capo dell'African Child Policy Forum, si sconfessa l'impostazione standard dei rapporti delle Nazioni Unite che paragonano gli stati africani a quelli del resto del mondo. "Non ha senso - dice Bequele - paragonare il Ruanda alla Svizzera, dato che l'unica cosa che hanno in comune è non avere l'accesso al mare. L'idea è di incoraggiare i Paesi africani a orientare maggiormente le loro politiche di spesa verso l'infanzia attraverso il paragone con gli stati vicini".
Nella protezione dei bambini da traffico e sfruttamento sessuale, il Kenya è al primo posto. Nello stato dell'Africa orientale sono anche bandite le punizioni corporali in scuole e prigioni. Essendo un rapporto pubblicato da un'organizzazione africana, gli autori confidano che possa funzionare da traino. La condizione dell'infanzia nei Paesi presi in esame verrà monitorata ogni due anni per verificare eventuali progressi. "Ci aspettiamo che gli Stati che trattano meglio i loro bambini avranno una crescita più veloce, in quanto la loro forza-lavoro sarà più in salute e più produttiva, e i giovani diventeranno l'elemento fondamentale per un Paese più pacifico e democratico. L'investimento renderà sicuramente", ribadisce il dottor Bequele.
Luca Galassi