21/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Continua il giallo sul leader di Fatah al Islam, l'esercito alle porte del campo palestinese di Sidone

Scritto per noi da Erminia Calabrese

Dopo Nahr al Bared, il campo palestinese al nord del Libano, la saga di Fatah al-Islam cambia scenario e si sposta ad 'Ain al Helwe, altro campo palestinese situato stavolta alla periferia di Sidone, nel sud del paese.

Il campo di Nahr el BaredL'esercito libanese starebbe in queste ore aspettando che le fazioni politiche palestinesi del campo convincano alcuni membri di Fatah al Islam - sarebbero sei tra cui Abdul Rahman Awad, il nuovo leader del movimento - a consegnarsi alle autorità, per escludere un ricorso alla forza che potrebbe avere delle ripercussioni anche sui civili, in quel che è il campo considerato il più violento e il più problematico dei dodici ufficiali presenti in Libano. "Se ci sarà un ricorso alla forza saranno le stesse fazioni palestinesi ad occuparsene", ha dichiarato Kamal al-Medhat, rappresentante dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) in Libano, si legge sul quotidiano libanese As-Safir. "Non permetteremo a nessuno di loro di trovare rifugio nel nostro campo, quello che è successo a Nahar al-Bared non può succedere qui" - insiste Medhat - riferendosi all’offensiva dell’esercito libanese contro Fatah al-Islam del 20 maggio 2007 conclusasi il 3 settembre dello stesso anno e che ha fatto 163 morti tra l’esercito e 222 tra i membri di Fatah al Islam. Secondo il responsabile del movimento Hamas in Libano, Ahmad al Fadl, "i miliziani sarebbero stati persi di vista da una settimana perché nel campo di Ain al-Helwe c’erano grandi pressioni affinchè si presentassero alle autorità".

Nel campo di 'Ain el HilweIntanto nella conferenza di ieri a Qoreitem, quartier generale di Hariri, Saad Hariri ha accusato ancora una volta la Siria: "La campagna ingiusta condotta dal regime siriano contro al Moustaqbal, prova che il regime tende ancora di perseguire la sua ingerenza negli affari interni libanesi e le sue pratiche distruttive", si legge sul quotidiano libanese al-Akhbar. La dichiarazione rientra nel feuilleton (da molti chiamata nuova soap opera siriana) di Fatah al Islam e i finanziamenti Hariri, da quando il 6 novembre scorso la televisione pubblica siriana aveva mandato in onda un filmato in cui 12 persone, presentate come membri di Fatah al Islam confessavano di aver contribuito a pianificare con l’assistenza finanziaria di al Moustaqbal l’attentato del 27 settembre a Damasco in cui morirono 17 persone. Tra le 12 persone c’era anche Wafa'a, la figlia dell'ex leader di Fatah al Islam Shaker al Absi, che aveva affermato che il partito di Hariri era solito finanziare il gruppo islamico. La stessa Wafa’a era scomparsa dal campo di ‘Ain al-Helwe una settimana prima dello "show".

Soldati libanesiIl partito al Moustaqbal di Hariri aveva dal canto suo risposto pochi giorni dopo parlando di "accuse e menzogne" che "confermano i rapporti tra l'intelligence siriana e Fatah al-Islam". E tanto per restare sulla stessa linea di reality aveva pubblicato delle interviste fatte ad alcuni membri di Fatah al-Islam, detenuti in Libano stavolta, che invece definivano il gruppo islamista un montaggio dei servizi segreti siriani. L’opposizione libanese invece non è stata per niente sorpresa dal probabile nesso tra Hariri e Fatah al Islam perché da sempre le forze dell'8 Marzo, Hezbollah in primis, hanno definito Fatah al-Islam un tentativo dell'Arabia Saudita "e delle forze del 14 marzo di alimentare un certo islamismo sunnita che vorrebbe rappresentare una minaccia per gli sciiti". Il mistero, intanto, continua attorno alla figura di Shaker al-Absi. Secondo quanto si legge sul quotidiano al-Akhbar, fonti anonime hanno fatto sapere che al-Absi si troverebbe in una prigione di Damasco, e quindi non sarebbe morto come si era creduto alla fine dei combattimenti dell’estate 2007 quando sua figlia Wafa’a ne aveva riconosciuto il corpo all’obitorio di Tripoli.

La milizia di Fatah al-Islam ha fatto la prima apparizione sulla stampa libanese e araba il 26 novembre 2006 quando i suoi dirigenti avevano tenuto una conferenza stampa nel campo di Nahar al Bared. Il leader presunto del gruppo Shaker al-Absi, ex detenuto nelle carceri siriane per traffico di armi in Giordania, aveva presentato il gruppo una scissione di Fatah al Intifadah, un'organizzazione pro-siriana formata da ex membri di al Fatah, entrata in dissidenza con l'Olp di Arafat nel 1983 - e lo aveva inscritto nell'ideologia del nazionalismo palestinese e dell’Islam. L'apparizione di Fatah al Islam nei campi profughi in Libano risale alla fine della guerra del 2006 quando il 10 dicembre dello stesso anno l'organizzazione sceglie il campo di Nahar al Bared, al nord del paese, come sua base, contro il volere e all’insaputa di molti civili. Oggi come Nahar al Bared, Ain Helwe attende assieme ai suoi 45 mila civili, profughi di "prima, seconda e terza generazione". Chi ha conosciuto già un espulsione non ne vorrebbe conoscere un’altra.

Parole chiave: Fatah al Islam, Nahr al Bared, 'Ain al Helwe
Categoria: Guerra
Luogo: Libano