Numerose associazioni algerine, appena avuta notizia del rapimento di Giuliana
Sgrena, si sono mobilitate per sostenere la sua liberazione. La giornalista italiana,
inviata in Algeria numerose volte, è ricordata qui con grande affetto per la profonda
umanità e il coraggio avuto nel dare voce alla società algerina anche durante
gli anni peggiori del terrorismo.
“Non ha mai esitato a recarsi là dove le nostre voci erano state imbavagliate,
per testimoniare del nostro vissuto e particolarmente del nostro vissuto di donne…
L’Iraq ha bisogno della sua penna e della sua testimonianza. Abbiamo bisogno della
libertà di Giuliana per continuare a sostenere il popolo iracheno” scrivono le
Donne d’Algeria.
Un’assemblea straordinaria di quindici collettivi e associazioni femminili si
è svolta ieri mattina ad Algeri per dare vita ad una serie di iniziative che si
svilupperanno durante tutta la settimana. Un appello è stato inviato alle autorità
algerine, in particolare al presidente della Repubblica Abdelaziz Bouteflika e al suo ministro degli Affari Esteri Abdelaziz Belkadem, perché si mettano in
contatto con le autorità irachene al fine di sollecitare il rilascio di Giuliana
Sgrena, Florence Aubenas e di Hussein Hanoun al-Saadi, la guida della Aubenas.
Nel pomeriggio di oggi la dichiarazione è stata consegnata all’Ambasciatore iracheno
in Algeria e all’Ambasciatore d’Italia, Giovan Battista Verderame.
Al primo appello firmato da: Défense et promotion des droits des femmes, Djazairouna, Ciddef, SOS Femmes en
Détresse, Collectif Bnet Fatma n’soumer, Vie, AFEPEC, RAFD, Réseau Wassila, Rachda,
AEF, Association des jeunes pour le progrès, Maghreb Egalité 95 – Algérie, Commission
femmes UGTA, Les Moudjahidates e Collectif Femmes MDS , si è aggiunta nel pomeriggio una dichiarazione sostenuta da numerosi giornalisti
algerini.
“Noi, giornalisti algerini, profondamente inquieti e costernati per questi atti,
esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime, chiediamo
la liberazione immediata dei nostri colleghi, interroghiamo le autorità irakene
sul loro dovere di assicurare una maggiore sicurezza ai giornalisti, facciamo
un appello ai giornalisti di tutto il mondo perché si mobilitino per la liberazione
dei nostri fratelli”, recita il comunicato.
In settimana è previsto un sit-in che si svolgerà però, viste le forti restrizioni
in materia di manifestazioni pubbliche, all’interno della
Maison de la presse di Algeri. Nel frattempo è stato attivato un indirizzo e-mail per raccogliere
messaggi di solidarietà per Giuliana:
giulianasolidarité39@yahoo.it .
a cura di Laura De Santi