stampa
invia
Alcuni coloni ebraici di un enclave in Cisgiordania hanno dissacrato la moschea e il cimitero di Hebron per protestare contro il provvedimento del governo che permette l'abbattimento delle loro case abusive.
Sui muri della moschea sono apparse scritte di insulti contro Maometto e contro la popolazione araba. Stelle di David sono state disegnate sulle lapidi del cimitero. I circa 650 coloni ebrei sono riusciti a insediarsi nel mezzo di un territorio abitato da 180mila palestinesi. Sebbene tutte le costruzioni siano totalmente abusive, l'esercito israeliano è schierato a difesa dell'enclave. La Corte Suprema aveva ordinato loro di lasciare le loro case entro il 19 novembre, in mancanza, si sarebbe proceduto all'espropriazione forzata. Il termine è scaduto da due giorni, ma l'esercito non ha ancora provveduto ad allontanare i coloni che hanno dichiarato le loro intenzioni di non volersi muovere dalle proprie abitazioni. Il governatore di Hebron, Hussein al-Araj ha esortato le autorità israeliane a eseguire il provvedimento della Corte Suprema e di fermare le violenze contro i palestinesi.