09/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Ieri si è concluso in Arabia Saudita il vertice mondiale contro il terrorismo
“Il vertice ha riaffermato la necessità della cooperazione internazionale per combattere il terrorismo nell'unico modo possibile: eliminare il consenso sul quale fa affidamento e sgominare il suo canale di finanziamento che si basa sul traffico di armi e di droga”. Il governo saudita ieri ha chiuso l'incontro mondiale a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, cominciato il 5 febbraio scorso al quale hanno partecipato delegati da 50 paesi e organizzazioni internazionali che si battono contro il terrorismo.
 
l'attentato alle torri gemelle di new york del 11 settembre 2001La tana del lupo. Il post 11 settembre 2001, in tutto il mondo, ha visto nascere e morire migliaia di vertici, conferenze e coordinamenti di tutti i tipi contro il terrorismo in tutto il mondo. Guardando la situazione attuale in Iraq, dove la media quotidiana degli attentati non accenna a diminuire nonostante le elezioni, non sembra che i risultati siano entusiasmanti. Questo potrebbe sminuire l'importanza del vertice di Riad, ma bisogna tenere conto dell'estrema peculiarità che il regno saudita rappresenta nel mondo islamico e nel Medio Oriente. Alcuni dati: dei 19 dirottatori dell'11 settembre, ben 15 erano sauditi. Osama bin Laden, pur originario dello Yemen, ha vissuto e ha formato la sua visione integralista della jihad in Arabia Saudita. Da maggio del 2003 ad oggi, il terrorismo ha causato la morte di quasi 100 persone tra uomini delle forze dell'ordine saudite e presunti guerriglieri. Giusto per dare l'idea del clima in cui si è svolto la Counterterrorism International Conference.
 
attentato a khobar in arabia sauditaIl tempo stringe. Il principe reggente saudita Abdullah ha curato ogni dettaglio del vertice, che si è svolto in un nuovo megagalattico centro convegni a Riad, in prima persona per sottolineare l'importanza dello stesso e, se qualcuno non l'avesse capito, perchè la casa reale saudita è sotto pressione. Il tempo della protezione statunitense è finito. Gli Usa cercano in giro per il mondo partner più affidabili e ugualmente ricchi di petrolio, come la guerra in Iraq insegna. Le correnti fondamentaliste saudite, la scuola wahabita, sembrano sfuggite al controllo che la casa reale ha mantenuto su di esse con l'apporto finanziario che adesso si rivela un boomerang pericoloso. La situazione attorno al Paese dei Saud non è più serena: il Kuwait ha da poco votato una legislazione speciale contro il terrorismo che concede inusitati poteri alla polizia, dopo che sono morte 10 persone in pochi giorni a causa di scontri a fuoco tra polizia e miliziani armati. Non era mai successo prima. In Oman, dopo 10 anni, si è riaffacciato il fondamentalismo armato e nei giorni scorsi centinaia di persone sono state arrestate. La ormai sempre più probabile vittoria degli sciiti in Iraq crea una pressione notevole in un'area a maggioranza sunnita e potrebbe risvegliare le rivendicazioni degli sciiti di altri paesi come lo Yemen e il Bahrein. Un quadro angosciante.
 
l'attentato a madrid del 11 marzo 2004Il messaggio. I risultati della conferenza quindi sono più strategici che pratici. Quello che premeva al principe Abdullah è lanciare un messaggio chiaro: la situazione è quella che è e dobbiamo rimboccarci le maniche, visto e considerato che l'aiuto contro il terrorismo degli Stati Uniti rischia di arrivare con i caccia bombardieri. L'Arabia Saudita vuole accreditarsi come punto di riferimento della lotta al fondamentalismo armato e uscire da un'ambiguità che spesso e volentieri le è valso il titolo di centrale del terrorismo. Contando su problemi che attanagliano tutti i paesi del Golfo, la famiglia Saud conta di rovesciare la situazione a proprio favore, passando da punto chiave del problema a capofila della lotta al terrore. Resta da capire quanto credibili possano sembrare le misure di una leadership come quella saudita che per anni ha, con una mano, fatto affari con l'Occidente, i cui benefici non sono peraltro ricaduti sulla società saudita ma solo sul clan della famiglia reale. Con l'altra mano ha tenuto buoni i fondamentalisti passandogli somme ingenti. Sembra che adesso tutto sia cambiato, bisogna vedere se non è troppo tardi.

Christian Elia

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