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Secondo quanto riportato dal sito internet del quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth', l'Autorità nazionale palestinese, guidata da Mahmoud Abbas, avrebbbe arrestato nella Striscia di Gaza, un alto funzionario del ministero per i Prigionieri.
La misura, insieme alla creazione di una commissione d'indagine, si è resa necessaria in seguito allo scandalo suscitato da due casi di corruzione, che sarebbero avvenuti all'interno del dicastero. Nel primo caso, il funzionario arrestato sarebbe accusato di aver rubato fino a 500mila dollari dai fondi stanziati per i prigionieri palestinesi, detenuti nelle carceri israeliane. Nel secondo, invece, sarebbero spariti più di due milioni di dollari. Entrambi gli episodi risalgono al periodo in cui Israele aveva bloccato gli aiuti ai detenuti palestinesi, come forma di ritorsione nei confronti di Hamas.
La commissione d'indagine, istituita dal governo dell'Anp, è composta da funzionari dello stesso ministero e da membri del Consiglio legislativo palestinese. Tra i testimoni convocati dalla Commissione, figura anche il ministro per i Prigionieri, Ashraf al Ajarmi, e alcuni impiegati della Bank of Palestine, che avrebbero permesso il trasferimento dei fondi, dalla Cisgiordania alla Striscia di Gaza, senza alcuna supervisione.
Agli scandali sui fondi per i detenuti, si aggiunge anche la questione dei permessi per il pellegrinaggio alla Mecca, obbligatorio, una volta nella vita, per ogni buon musulmano. Anche in questo caso, secondo quanto riportato dal sito internet, la Commissione palestinese starebbe indagando sulla sparizione di numerosi permessi, rivenduti probabilmente al mercato nero.