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Il presidente cinese Hu Jintao è da alcuni giorni nel continente americano per allargare le maglie degli accordi commerciali con diversi paesi dell'area. Dopo aver partecipato alla riunione del G-20 il leader cinese, giunto nel continente con una delegazione di formata da cinquecento persone, è volato nella Costa Rica dove ha incontrato il presidente Oscar Arias.
Costa Rica. La presenza di Hu Jintao a San Josè, capitale della Costa Rica, non è affatto casuale. La rottura delle relazioni fra il piccolo stato centroamericano e Taiwan, considerata da Pechino una provincia ribelle, hanno contribuito al riavvicinamento fra i due Paesi. E i risultati sono subito arrivati. Da giugno scorso, infatti, sono stati molti i viaggi dei funzionari di entrambi i paesi che hanno così messo le basi per una serie importante di accordi, soprattutto commerciali.Via dunque alla firma di accordi bilaterali nel campo della cultura della scienza, oltre a quelli economici. Così facendo la Costa Rica mira a raggiungere un notevole incremento nel mercato cinese. Gli analisti del ministero del Commercio di San Josè hanno reso noti anche alcuni dati: 848 milioni di dollari di esportazioni verso la Cina nel 2007 e importazioni per 763 milioni.
Ma la vera novità è rappresentata dalle basi gettate per la creazione di un nuovo trattato di libero commercio fra i due Paesi. Accordo che ha fatto storcere il naso alla Camara de Industria de Costa Rica, favorevole ai trattati di libero commercio con gli Usa, che avverte sulle complicazioni di un accordo con i cinesi.
Prima di volare verso il Perù, ultima tappa del suo viaggio nel continente americano, Hu Jintao si è recato a Cuba dove ha incontrato anche il convalescente Fidel Castro. Tema principale degli incontri con le autorità dell'Havana gli accordi commerciali sullo sfruttamento del Niche cubano, una delle maggiori riserve del pianeta. Non solo. La Cina ha da diverso tempo rivolto lo sguardo verso le riserve potenziali riserve petrolifere presenti al largo delle coste cubane offrendo all'Havana contributi essenziali alla loro esplorazione. Nonostante i rapporti fra Cuba e la Cina siano stati per anni border line oggi le cose sono completamente cambiate. Sono finiti i tempi in cui Fidel Castro criticava l'assolutismo cinese e lo paragonava a una sorta di monarchia assoluta. Oggi Pechino è il secondo partner commerciale dell'Havana e l'intercambio fra i due stati supera abbondantemente i due miliardi di dollari l'anno. E l'ossigeno economico dato dagli accordi con la Cina ha fatto in modo che negli ultimi anni si iniziasse a risolvere uno dei problemi più urgenti dell'isola: quello dei trasporti. Via dunque i vecchi camellos, autobus jurassici, per far posto a nuovi e più confortevoli bus cinesi.
Alessandro Grandi