18/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La decisione è stata presa dopo l'incontro con l'inviato delle Nazioni Unite Obasanjo

In Congo, il capo dei ribelli, Laurent Nkunda, ha accettato di far arretrare i suoi uomini di 40 chilometri per creare un corridoio umanitario. La decisione è stata presa dopo aver incontrato due giorni fa l'inviato delle Nazioni Unite, l'ex presidente nigeriano, Olusegun Obasanjo.

Stando alle comunicazioni uffciali, Nkunda avrebbe infatti accettato il piano di pace del Palazzo di Vetro, che prevede la cessazione delle ostilità, l'apertura del corridoio umanitario e la creazione di un comitato tripartito per verificare il rispetto del cessate il fuoco. Nonostante questo, però, ieri le sue milizie hanno assaltato una base militare dell'esercito congolese e fonti locali raccontanto di scontri avvenuti anche oggi con le milizie filogovernative Mai-Mai, nei pressi della città strategica di Kanyabayonga.
Ieri il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha presentato una bozza di risoluzione alle Nazioni Unite in cui chiedeva un aumento della missione di pace di 3 mila uomini. Il voto sul nuovo invio dei caschi blu è atteso per questa settimana anche se la Monuc, già forte di più di 17 mila uomini, è stata fino ad oggi assolutamente incapace di rispettare il proprio mandato e proteggere la popolazione civile dalle violenze dei due esererciti. Le organizzazioni umanitarie accusano infatti sia l'esercito ribelle che quello governativo di aver depredato i villaggi e violentato le donne. Dai comandi della Monuc, però, dicono di non poter controllare un territorio come quello del Congo, che è vasto tanto quanto l'Europa orientale, mentre il Kivu, che vede dislocati cinque mila caschi blu, è quasi una volta e mezza la Francia.

Categoria: Guerra
Luogo: Rep. Dem. Congo