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Si fa sempre più violento il conflitto tra esercito e separatisti islamici riesploso la scorsa estate a Mindanao, nel sud dell'arcipelago, dopo la sospensione dei negoziati decisa dal governo.
I comandi militari di Manila hanno reso noto che domenica sera almeno tre soldati e otto guerriglieri del Fronte Islamico di Liberazione dei Moro (Milf) sono rimasti uccisi durante una battaglia avvenuta domenica sera vicino alla cittadina di Mamasapano. I ribelli hanno attaccato la locale base dell'esercito durante l'ora di cena. Gli scontri, con uso di artiglieria e mortai, sono proseguiti fino all'alba di lunedì e sono ripresi questa mattina. Si parla già di altri venti morti.
L'insurrezione separatista nel sud musulmano delle Filippine, che dagli anni Settanta ha causato oltre 200 mila morti, è scoppiata nuovamente dopo che ad agosto il governo di Gloria Arroyo, su indicazione della Corte Suprema, ha rigettato l'accordo autonomista raggiunto dopo anni di negoziati. Da quel momento si contano almeno quattrocento morti e mezzo milione di profughi.