17/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Alle stelle le vendite di armi negli Stati Uniti

 

Scritto per noi da
Eva Milan


Fino al mese scorso il Signor Phil Garbato era uno dei tanti commercianti messo a dura prova dalla crisi economica che da mesi attanaglia gli Stati Uniti. Gli affari andavano male e il negozio ha avuto pochissimi clienti per tutta l'estate. In pochi giorni la situazione si è ribaltata, gli scaffali sono rimasti vuoti, e ora il Signor Garbato si trova a dover riempire nuovamente i suoi scaffali affrettandosi a tranquillizzare le file di clienti.

Il Garbato Custom Firearms è un piccolo negozio di armi nel cuore di Tucson, Arizona. Già nei giorni precedenti l'elezione di Obama aveva visto aumentare la clientela e la vendita di fucili d'assalto. Il giorno seguente la vittoria di Obama la richiesta di armi semi-automatiche è triplicata, fino ad aumentare di dieci volte in pochi giorni. Anche le munizioni sono andate a ruba.

"Sin dal giorno dell'elezione la gente ha iniziato ad affollare il negozio, è scoppiato il panico", racconta Garbato. "La maggior parte dei clienti dice di temere una rivolta dei neri..."


Vicino Huston, Texas, il proprietario di un altro negozio di armi racconta una storia molto simile. Nel suo negozio di Forth Worth i clienti si sono scatenati a caccia di armi semiautomatiche e munizioni, prendendo d'assalto gli scaffali. Non aveva mai visto aumentare le vendite in modo così repentino dal dopo 11 settembre. "La gente teme che con la recessione aumenti la criminalità e ha paura che Obama gli toglierà il diritto di difendersi", racconta.


Sebbene non esistano ancora stime ufficiali sull'aumento di vendite di armi nel post-Obama-day, situazioni simili in questi giorni vengono riportate dai proprietari dei negozi di armi in Colorado, Arkansas, California e un po' in tutto il paese. La causa più probabile di questa mobilitazione sarebbe da attribuire al sostegno di Obama al divieto di vendita dei fucili d'assalto e armi semiautomatiche. Tale divieto è rimasto in vigore negli Stati Uniti dal 1994 al 2004, e il timore è che tale divieto possa essere ristabilito dalla nuova amministrazione. Sarebbero anche insistenti i racconti di paure diffuse sullo scoppio di disordini e violenze nel paese dovuti alla recessione e ad un possibile conflitto razziale.


Non tutti i possessori di armi concordano con queste drammatiche previsioni, ad esempio i membri dell'associazione Gun Owners For Obama, un gruppo che ha sostenuto Obama nella convinzione che il nuovo presidente non rappresenti alcun pericolo per il diritto di possedere armi sancito dal secondo emendamento. In effetti, durante un comizio elettorale tenuto in Ohio nell'ottobre scorso, Obama ha rassicurato gli elettori promettendo che in caso di vittoria non avrebbe tolto al popolo americano il diritto di vendere, acquistare e possedere armi. Ma durante la campagna elettorale Obama avrebbe anche dichiarato più volte di sostenere una politica di "buon senso" sulle armi, in linea con la posizione sostenuta durante il suo incarico da senatore dell'Illinois.

 

Su queste passate politiche la National Rifle Association ha basato tutta la sua campagna anti-Obama, descrivendolo come il Presidente più avverso alle armi che gli Stati Uniti avrebbero mai avuto, scatenando le paure recondite nel cuore dell'america bianca più conservatrice.
Paradossalmente, come primo risultato l'elezione di Obama sembra aver favorito almeno per ora proprio quel mercato dei fucili d'assalto a cui il neo presidente è tanto avverso.

 

Parole chiave: Armi, Obama,
Categoria: Armi
Luogo: Stati Uniti