12/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Omar al-Bashir presidente sudanese,, ha annuciato questa mattina l'avvio di un cessate il fuoco immediato che riguarda l'intera regione del Darfur. Secondo quanto riferisce la tv araba al-Jazeera, il presidente sudanese ha aggiunto che verranno disarmate tutte le milizie presenti nella zona occidentale del paese africano. Il Darfur è teatro di una sanguinosa guerra civile iniziata nel 2003.

 

Il presidente del Sadun Omar al-Bashir ha annunciato, questa mattina, l'entrata in vigore di un cessate il fuoco immediato per l'intera regione del Darfur.Il conflitto del Darfur, scoppiato nel febbraio 2003 e che finora ha provocato la morte di 300 mila persone, è stato presentato, a seconda degli schieramenti, come un brutale genocidio condotto dalle milizie Janjaweed con l'ausilio dell'esercito sudanese o come una rivolta interna di gruppi ribelli composti da semplici criminali.Nonostante la recrudescenza avutasi dal febbraio 2003, il conflitto nel Darfur è vecchio di almeno 50 anni, anche se in passato gli scontri tra le varie comunità della regione erano molto più circoscritti. Il Darfur è stato spesso al centro di lotte tra i paesi limitrofi. Già Gheddafi negli anni '80 utilizzò guerriglieri darfurini nella guerra contro il Ciad, mentre nel 2003 i ribelli hanno goduto del sostegno del governo eritreo e di parte dell'establishment ciadiano, appartenente alla comunità Zaghawa che popola anche parte del Darfur. La guerra nel Darfur è stata presentata come un genocidio condotto dalle milizie Janjaweed contro le popolazioni africane. Ma forse la verità è un'altra.La risposta potrebbe venire dai giacimenti petroliferi da poco scoperti nel sud del Darfur, e che sarebbero stati dati in concessione alla Chinese National Petroleum Corporation. Lasciando fuori dalla torta le imprese occidentali dopo che gli Usa si sono impegnati a fondo negli ultimi anni per risolvere la guerra civile tra nord e sud. Un brutto rospo da ingoiare per Washington, che da allora è tornata a una politica di ostilità nei confronti del governo sudanese, seguita a ruota da Londra. E non è un caso che al Consiglio di Sicurezza dell'Onu i più strenui difensori di Khartoum siano proprio i Cinesi, mentre Usa e Gran Bretagna sono pronti a addossare al governo sudanese le responsabilità di qualsiasi atrocità. A dimostrazione di come la guerra venga presentata sotto luci diverse a seconda dei poco limpidi interessi in gioco.

 

Categoria: Guerra, Profughi
Luogo: Sudan
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