11/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il generale dei ribelli tutsi minaccia il rovesciamento di Joseph Kabila se rifiuterà il negoziato.

Il generale dei ribelli Laurent Nkunda, continua nelle sue minacce: "Se il governo non accetta il negoziato, i miei soldati lo butteranno giù".

Le reazioni da Kinshasa non hanno tardato ad arrivare. Per l'ambasciatore del Congo presso le Nazioni Unite, Atoki Ileka, Nkunda dovrebbe essere in carcere per crimini di guerra e non crede che il presidente Joseph Kabila si piegherà alle minacce del capo dei ribelli: "Non si tratta con un criminale, un criminale che andrebbe catturato e sbattuto in prigione". Dal 2002, in seguito al massacro di Kisingani, le Nazioni Unite hanno dichiarato il generale Laurent Nkunda "criminale di guerra". Nkunda, raggiunto dalla Bbc nel suo quartier generale tra le montagne, ha dichiarato che i suoi uomini stanno rispettando la tregua, nonstante stiano ancora circondando la città di Goma che viene protetta, al momento, dai caschi blu dell'Onu. Nel corso dell'intervista Nkunda ha minacciato Joseph Kabila di rovesciare il suo governo se non accettarà di trattare con lui. Ma non è chiaro quale tipo di minaccia possa costituire il suo manipolo di 6mila uomini che si trovano a 1600 chilometri dalla capitale Kinshasa. "Io sono congolese - ha detto Nkunda all'inviata della Bbc - e mi sta a cuore la sorte di tutto il paese, non solo dell'Est Congo". E sulla questione dei civili uccisi nel corso dei combattimenti ha specificato: "Ho aperto un'indagine. Posso accettare che mi si dica che i civili sono stati uccisi nello scambio di fuoco con le milizie paramilitari; e questo lo riconosco. Ma non accetto che mi si accusi di aver ucciso volontariamente delle persone inermi".

Nicola Sessa

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