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Medici Senza Frontiere (Msf) ha lanciato l'allarme: la minaccia del colera incombe su decine di migliaia di persone in fuga dai combattimenti che si stanno consumando nel parte orientale del paese.
Le consizioni sanitarie sono pessime e nel solo campo di Kibati, nei pressi della capitale del Nord Kivu, Goma, sono già 45 i casi di colera accertati. "Il rischio maggiore - dice il medico di Msf Megan Hunter - è che il colera possa esplodere e assumere i caratteri dell'epidemia". Intanto, uomini della Missione Onu nella repubblica Democratica del Congo (Monuc) riferiscono che i combattimenti sono ripresi. Si tratta di un nuovo fronte di combattimento, nella zona di Ngungu, 60 chilometri a ovest di Goma.
Solo venerdì sette capi di stato africani, riuniti in un summit a Nairobi, avevano invitato le parti a un cessate-il-fuoco incondizionato. Si è discussa anche la possibilità di apportare modifiche alla Monuc, per dare ulteriori strumenti ai peacekeepers impegnati nella Missione Onu più "sostanziosa" sul pianeta: sono, infatti, 17mila i soldati impiegati nel paese centrafricano. Si stima che 250mila persone, finora, abbiano abbandonato le loro abitazioni per sfuggire alle violenze. Il generale Laurent Nkunda, a capo delle milizie ribelli, dice di combattere per proteggere la minoranza tutsi dalla minaccia di violenza della maggioranza hutu.