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Il governo ecuadoregno di Rafael Correa ha trovato un accordo transitorio con la multinazionale dell'energia Repsol YPF. Il documento sottoscritto è sostanzialmente un provvedimento ponte di un anno che eviterà, come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso presidente Correa, che Repsol debba lasciare il Paese.
Al termine dell'anno sottoscritto, governo e multinazionale hanno stabilito che rinegozieranno la natura giuridica sulle prestazioni e i servizi nel settore del petrolio.
Le multinazionali del petrolio avevano denunciato in arbitrato internazionale il governo progressista, che si era impegnato ad abbassare la tassa sui profitti straordinari del greggio dal 99 al 70 percento. In agosto, la cinese Andres Petroleum ha prolungato il suo contratto con il governo per un anno, un mese dopo che City Oriente scegliesse di abbandonare il Paese, per lasciare l'estrazione del greggio del Bloque 27 in mano alla Petroecuador.
Repsol ricava dai giacimenti ecuadoregni circa l' 1,7 percento della sua produzione: le sue concessioni nel Bloque 16 e nel campo Bogui capiron producono quasi 50mila barili al giorno.