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I ribelli tutsi di Laurent Nkunda avrebbero conquistato una serie di villaggi nel Nord Kivu, nonostante la tregua dichiarata una settimana fa.
I ribelli "hanno preso Nyanzale e Kikuku", ha dichiarato il colonnello Jean-Paul Dietrich, portavoce della missione delle Nazioni Unite. "Ora è chiaro che stanno cercando di conquistare completamente la zona". Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Misna, sarebbe tornato sotto il controllo dell'esercito di Nkunda anche la località di Kiwanja, a 80 chilometri da Goma, teatro degli scontri di questi giorni fra i ribelli e le milizie filogovernative Mayi-Mayi. Dopo la conquista, i miliziani tutsi avrebbero rastrellato la zona, casa per casa, in cerca di guerriglieri nemici. Peacekeeper dell'Onu e giornalisti, che sono entrati nel villaggio, hanno riferito di aver trovato almeno una decina di corpi di uomini adulti. Cinque di loro, in un'unica capanna. Fonti locali riferiscono di migliaia di persone in fuga verso il campo profughi di Rutshuru. Le organizzazioni umanitarie calcolano, però, che più di un milione di profughi sono ancora irraggiungibili, nascosti nella foresta, tagliati fuori dai combattimenti o nelle zone controllate dai ribelli.
Sul versante diplomatico, domani a Nairobi il capo dello Stato congolese e quello ruandese si incontreranno con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. In vista di questo incontro, il presidente ruandese, Paul Kagame, accusato di sostenere l'esercito di Nkunda, si è scagliato contro il governo di Kinshasa e la missione Onu, che in tutto questo tempo non hanno saputo disarmare l'esercito dei fuoriusciti hutu in Congo. Laurent Nkunda sostiene infatti di dover difendere i tutsi contro le milizie degli hutu che hanno dovuto lasciare il Ruanda dopo la guerra civile del 1994.