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Migliaia di soldati sono stati dispiegati oggi nel Kashmir indiano, imponendo un coprifuoco per prevenire una marcia organizzata dai gruppi separatisti. Per oggi era stato indetto un corteo per ricordare l'uccisione di musulmani nel Jammu nel 1947.
Presso la grande moschea Jamia Masjid di Srinagar era in programma una manifestazione in onore dei "martiri", durante la quale si sarebbe annunciato il boicottaggio delle elezioni locali del 17 novembre, che secondo i separatisti darebbero legittimazione al governo di New Delhi. Negozi, gli uffici e le scuole della valle sono chiusi e non circolano veicoli per le strade di Srinagar, la capitale estiva dello stato del Jammu e Kashmir.
Dallo scorso giugno, nell'ambito di una disputa sull'assegnazione di 40 ettari al complesso del tempio indù di Amarnath, nella valle del Kashmir è ritornata la tensione, dopo anni di relativa calma. Le aspirazioni all'autodeterminazione dei kashmiri musulmani sono sfociate in manifestazioni a favore dell'indipendenza del Kashmir dall'India, a cui hanno preso parte migliaia di persone. Negli scontri che si sono sviluppati durante le proteste vi sono stati almeno 42 morti e oltre 1000 feriti.
Il Kashmir è diviso dal 1947 in una parte controllata dall'India e un'altra in territorio pachistano. I due Paesi hanno combattuto due guerre per il controllo della regione.