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L'undici percento delle famiglie italiane vive sotto la soglia di povertà. Significa sette milioni e mezzo di persone, che corrispondono al 12,8 percento della popolazione. Un dato che si attesta sui valori dell'anno scorso e che secondo l'Istat conferma una tendenza in corso negli ultimi 5 anni.
Cifre e percentuali che al sud quadruplicano: il 65 percento delle famiglie povere si concentra infatti nelle regioni meridionali. Inoltre, osserva l'Istituto nazionale di statistica, "ad una più ampia diffusione del fenomeno si associa una maggiore gravità". In valori assoluti il Veneto è la regione dove la povertà colpisce meno, solo il 3,3 percento, seguito da Toscana, Lombardia e Trentino Alto Adige. La Toscana poi è l'unica regione che ha visto il problema diminuire nel corso dell'ultimo anno, dal 6,8 al 4 percento.
Ultime in classifica, la Basilicata e la Sicilia, dove le famiglie al di sotto della soglia di povertà sono rispettivamente una su quattro e quasi una su tre.
Al di là del dato geografico, le famiglie a rischio sono quelle più numerose, o con bassi livelli di istruzione e bassi profili di lavoro.
La rilevazione dell'Istat conferma i dati diffusi dalla Caritas pochi giorni fa, con la differenza che lo studio dell'organismo cattolico prendeva in considerazione anche le persone a rischio di povertà, appena al di sopra della soglia, tracciando un quadro ben più preoccupante, con un divario sempre maggiore fra classi alte e basse. L'Istituto nazionale invece rileva una situazione stabile negli ultimi anni.
Nicola Sessa