07/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



A Montevideo una piazza dedicata alla diversità sessuale
La bandiera dell'orgoglio omosessualeNon saranno più solo San Francisco, Amsterdam e New York le capitali incontrastate dell’orgoglio gay. Adesso anche Montevideo, capitale dell’Uruguay, sogna un posto nell’olimpo del gay friendly.
“Onorare le diversità è onorare la vita”, questo recita la scritta che si trova sul monumento che da alcuni giorni campeggia nella nuovissima piazza, nella zona centrale del capoluogo, dedicata alla diversità sessuale.
Attivisti omosessuali, dei diritti umani e autorità del comune di Montevideo hanno partecipato all'inaugurazione della scultura commemorativa. In uno scenario unico, che ha visto musicisti offrire la loro opera, è stato scoperto il monumento: un enorme blocco di granito lavorato e trasformato in un triangolo, stemma simbolo dei gay durante l’olocausto.
“E’ il simbolo che i nazisti applicavano ai gay durante la seconda guerra mondiale. Esattamente come agli ebrei applicavano la famosa stella e alle prostitute un triangolo nero”, racconta Fernando Frontan, attivista di Divesidad Uruguay.
  Manifesto
 
L’iniziativa.  Il progetto è stato proposto da diversi gruppi di attivisti gay e non. Una volta sottoposto al sindaco di Montevideo, Mariano Arana, ha raccolto anche l’appoggio unanime del dipartimento della capitale.
Nel suo discorso il sindaco ha anche condannato tutte “ le guerre preventive”, e ha ricordato come non piaccia a questa amministrazione la parola tolleranza “che sembra un gesto misericordioso, un atto generoso. Noi preferiamo essere contro ogni forma di intolleranza”.
Interpellata sull’argomento, Diana Mines, di Amnesty International, ha detto che “se oggi la rivendicazione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali costituisce un fatto vero e proprio è perché i loro diritti non sono riconosciuti dal giudizio della cosiddetta società civile”
 
Il ribelle gay. Si chiama Victor Hugo Roble, è un attivista gay cileno e si considera il Che Guevara dell’orgoglio omosessuale. Ha percorso migliaia di chilometri per tutta l’America Latina, divulgando e difendendo la sua causa e quella dei suoi compagni. In un’intervista rilasciata alla Bbc Mundo, Hugo ha fatto sapere di essere andato in Uruguay per “lottare per la causa delle minoranze sessuali.” E ha aggiunto: “Intorno all’omosessualità esiste molta ipocrisia. Ancora oggi l’insulto al gay è all’ordine del giorno”
Molto soddisfatte le comunità e le organizzazioni omosessuali che parlano di momento Il triangolo rosa storico di importanza mondiale. “E’ un privilegio potersi radunare in un luogo e parlare liberamente” fanno sapere da Divesidad Uruguay.
 
La legge. A differenza di molte nazioni al mondo che in qualche modo condannano le pratiche sessuali differenti dall’eterosessualità, in Uruguay esiste una legislazione permissiva.
Esiste infatti già una modifica del codice penale datata 2003, che parifica la violenza nei confronti dei gay ad altre forme di violenza discriminatorie che prevedono condanne molto severe.

Alessandro Grandi

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