Non saranno più solo San Francisco, Amsterdam e New York le capitali incontrastate
dell’orgoglio gay. Adesso anche Montevideo, capitale dell’Uruguay, sogna un posto
nell’olimpo del gay friendly.
“Onorare le diversità è onorare la vita”, questo recita la scritta che si trova
sul monumento che da alcuni giorni campeggia nella nuovissima piazza, nella zona
centrale del capoluogo, dedicata alla diversità sessuale.
Attivisti omosessuali, dei diritti umani e autorità del comune di Montevideo
hanno partecipato all'inaugurazione della scultura commemorativa. In uno scenario
unico, che ha visto musicisti offrire la loro opera, è stato scoperto il monumento:
un enorme blocco di granito lavorato e trasformato in un triangolo, stemma simbolo
dei gay durante l’olocausto.
“E’ il simbolo che i nazisti applicavano ai gay durante la seconda guerra mondiale.
Esattamente come agli ebrei applicavano la famosa stella e alle prostitute un
triangolo nero”, racconta Fernando Frontan, attivista di Divesidad Uruguay.
L’iniziativa. Il progetto è stato proposto da diversi gruppi di attivisti gay e non. Una
volta sottoposto al sindaco di Montevideo, Mariano Arana, ha raccolto anche l’appoggio
unanime del dipartimento della capitale.
Nel suo discorso il sindaco ha anche condannato tutte “ le guerre preventive”,
e ha ricordato come non piaccia a questa amministrazione la parola tolleranza
“che sembra un gesto misericordioso, un atto generoso. Noi preferiamo essere contro
ogni forma di intolleranza”.
Interpellata sull’argomento, Diana Mines, di Amnesty International, ha detto
che “se oggi la rivendicazione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali
costituisce un fatto vero e proprio è perché i loro diritti non sono riconosciuti
dal giudizio della cosiddetta società civile”
Il ribelle gay. Si chiama Victor Hugo Roble, è un attivista gay cileno e si considera il Che
Guevara dell’orgoglio omosessuale. Ha percorso migliaia di chilometri per tutta
l’America Latina, divulgando e difendendo la sua causa e quella dei suoi compagni.
In un’intervista rilasciata alla Bbc Mundo, Hugo ha fatto sapere di essere andato
in Uruguay per “lottare per la causa delle minoranze sessuali.” E ha aggiunto:
“Intorno all’omosessualità esiste molta ipocrisia. Ancora oggi l’insulto al gay
è all’ordine del giorno”
Molto soddisfatte le comunità e le organizzazioni omosessuali che parlano di
momento
storico di importanza mondiale. “E’ un privilegio potersi radunare in un luogo
e parlare liberamente” fanno sapere da Divesidad Uruguay.
La legge. A differenza di molte nazioni al mondo che in qualche modo condannano le pratiche
sessuali differenti dall’eterosessualità, in Uruguay esiste una legislazione permissiva.
Esiste infatti già una modifica del codice penale datata 2003, che parifica la
violenza nei confronti dei gay ad altre forme di violenza discriminatorie che
prevedono condanne molto severe.