03/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un rapporto di Hrw accusa Belgrado di non aver fatto abbastanza per proteggere le minoranza albanese nei giorni della dichiarazione di indipendenza del Kosovo

A due giorni dalla riunione della Commissione europea che deve valutare i progressi fatti dalla Serbia per il suo ingresso nell'Unione, Human Rights Watch accusa Belgrado di non fare abbastanza per proteggere le minoranze etniche che vivono sul suo territorio.

Scontri a Belgrado "Ostaggi della tensione" è il titolo del rapporto di 74 pagine, pubblicato oggi, che documenta una serie di intimidazioni e provocazioni subite dai cittadini albanesi, nei giorni che hanno seguito la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo, soprattutto nella settentrionale Vojvodina.
Secondo Human Rights Watch non solo il governo serbo ha fallito nel prevenire gli attacchi a singoli cittadini, ma spesso è rimasto a guardare mentre estremisti serbi rompevano vetri, incendiavano case e intimidivano gli albanesi. Inoltre, si legge nel rapporto, Belgrado ha fallito anche nell'assicurare la giustizia, in quanto nessun caso denunciato si è poi concluso con un'accusa penale, neanche quando la polizia era presente agli scontri. "La Serbia non può sperare di avvicinarsi all'Europa, se non mostra di rigettare la violenza" ha detto Wanda Troszczynska-van Genderen, ricercatrice per i Balcani di HRW.
Mercoledì la UE pubblicherà la sua valutazione annuale sui progressi fatti dalla Serbia per essere ammessa nell'Unione. Fra le richieste avanzate dall'Europa, la protezione delle minoranze è un punto molto importante per proseguire nella pratica d'ingresso. Ma Belgrado continua a non avere una legislazione contro i crimini di stampo etnico, accusa HRW, mentre le minoranze sono ancora completamente assenti dalle forze di polizia, un'eredità lasciata dal piano nazionalistico dell'ex presidente Slobodan Milosevic.
Troppo poco è cambiato dal 2004, continuano i sostenitori dell'organizzazione statunitense, quando gli ultranazionalisti serbi colpirono albanesi, musulamni e rom, come forma di ritorsione per i bombardamenti della Nato. "Il nuovo governo serbo - ha concluso Wanda Troszczynska-van Genderen - dovrà mostrare che la violenza contro le minoranze non sarà più tollerata. E soprattutto dovrà portare in giudizio coloro che si macchieranno di tali violenze".

 

 

Alessandro Grandi

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