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Come si contano i voti. Più due, più cinque, più sette, più undici. I sondaggi nazionali, nonostante le differenze, danno tutti Barack Obama in vantaggio. Ma le elezioni negli Stati Uniti non si vincono semplicemente ottenendo più voti del rivale: lo sa bene Al Gore, che nel 2000 conquistò mezzo milione di preferenze più di Bush, ma venne sconfitto. Conta il numero di "Grandi elettori", ovvero la somma di rappresentanti e senatori dei 50 Stati: chi ne conquista 270 (sui 538 totali), vince. E chi ottiene anche un solo voto in più del rivale in uno Stato, conquista tutti i Grandi elettori che quello Stato mette in palio. Sono ripartiti a seconda della popolazione: il Montana ne ha 3, la California 55.
Gli Stati da tenere d'occhio. Con questo sistema, le elezioni statunitensi si giocano sempre in una decina di cosiddetti "swing States", dove il risultato è storicamente incerto. Nessuno guarda alla California o al Texas, per dire: è scontato che la prima - insieme al resto della costa occidentale, o agli Stati della costa nord-orientale o attorno ai Grandi Laghi - andrà a Obama, mentre il secondo - centro di una fascia "a L" di Stati che ha il suo punto di congiunzione proprio nel Texas - sarà di McCain. Sono invece fondamentali tradizionali swing States come Ohio, Pennsylvania, Florida, Missouri: bottini che portano in dote dagli 11 ai 27 Grandi elettori, spesso decisivi. E' qui che si giocherà la sfida. E negli ultimi sondaggi, Obama viene dato in testa in sei swing States su otto. Se sarà realmente così anche alla conta dei voti, la presidenza sarà sua con un ampio margine.
La marea di Obama. Il problema, per McCain, è che il diffuso sostegno per Obama ha fatto diventare swing anche Stati che i repubblicani erano abituati a dare per già vinti: Indiana, North Carolina, North Dakota, Montana vengono dati dai sondaggisti come "too close to call", incerti fino all'ultimo. Ed erano Stati talmente "scontati" che McCain, per esempio, in Montana quest'anno non è mai andato. Altri Stati che erano incerti - Iowa, Colorado, Nevada, Wisconsin, Minnesota, Virginia - sembrano invece propendere nettamente per Obama. Stando al calcolo della Cnn, al momento la somma degli Stati certi per Obama, insieme a quelli dove il candidato democratico ha un vantaggio nei sondaggi di almeno 6-7 punti, gli fa già raggiungere quota 281 Grandi elettori. E quindi la vittoria. McCain deve sperare che i sondaggi abbiano fotografato una realtà che non c'è.
Quando si saprà chi ha vinto. Gli Stati Uniti si estendono su quattro fusi orari diversi, dalle sei alle nove ore in meno dell'Italia. Già alle 19 della costa orientale (l'una di mercoledì notte da noi) chiuderanno i seggi in Indiana (11 Grandi elettori), Kentucky (8), Georgia (15), South Carolina (8), Vermont (3), Virginia (13) e la maggior parte dei seggi in Florida e New Hampshire. Un'ora dopo (le due in Italia), si comincerà il conteggio in Alabama (9), Connecticut (7), Delaware (3), Illinois (21), Maine (4), Maryland (10), Massachusetts (12), Mississippi (6), Missouri (11), New Jersey (15), Oklahoma (7), Pennsylvania (21), Tennessee (11), il District of Columbia (3), gran parte del Texas (34) e Michigan (17), nonché il resto della Florida (27) e del New Hampshire (4). In sostanza, dall'una di notte arriverà una pioggia di exit poll e proiezioni. E se il risultato non sarà in bilico, alle due e mezza si potrebbe già dire con certezza chi sarà il 44esimo presidente degli Stati Uniti.
Alessandro Ursic
Parole chiave: elezioni, guida, scheda, obama, mccain, grandi elettori, swing