03/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La testimonianza dei salesiani da Goma

"La situazione qui in città è calma ma tesa. Le violenze e i saccheggi commessi nei giorni scorsi dagli sbandati dell'esercito congolese in ritirata sono cessati. Per le strade, fino a ieri deserte, è tornato un po' di traffico e molti negozi e botteghe hanno riaperto, ma gli scaffali sono vuoti e i prezzi di quel poco che c'è sono proibitivi". A parlare al telefono con PeaceReporter da Goma è Gavin Braschi, volontario del Vis al Centro salesiano Don Bosco di Ngangi, alla periferia est della città.

SfollatiIn attesa del summit di Nairobi. "Oltre ai 350 bambini orfani normalmente ospitati dal centro, stiamo dando rifugio e assistenza a 850 sfollati. Abbiamo scelto di accogliere solo donne, bambini, anziani e malati: di più non possiamo fare. Anche se le organizzazioni internazionali stanno iniziando a distribuire aiuti, c'è ancora un disperato bisogno di viveri e medicine. La speranza è che l'emergenza sia finita e che i ribelli del generale Nkunda, fermi a cinque chilometri da qui, rinuncino ad attaccare Goma. Tutto è sospeso in attesa dell'esito dell'incontro di Nairobi tra il presidente congolese Joseph Kabila e il presidente ruandese Paul Kagame".

SfollatiLe miniere contese tra Congo a Ruanda. "Dopo che il generale Nkunda ha rifiutato l'offerta governativa di due milioni e mezzo di dollari per rinunciare alla conquista di Goma - spiega don Ferdinando Colombo, vicepresidente del Vis - si spera che il Ruanda e il Congo trovino un qualche accordo sullo sfruttamento dei giacimenti minerari del Kivu (coltan, diamanti, rame, cobalto e oro, ndr.), che sono la vera causa di questo conflitto: il Ruanda, per mezzo dei ribelli di Nkunda da essa sostenuti, vuole prendere il controllo di queste miniere che il Congo lo scorso aprile ha deciso di cedere alla Cina per 9 miliardi di dollari". Altro che hutu e tutsi.

 

Per aiutare gli sfollati di Goma, potete chiamare il numero verde del Vis: 800 123456

Enrico Piovesana

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