03/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I presidenti Aliyev e Sarkisyan si impegnano a cercare una soluzione alla crisi politica degli Armeni che vivono in Azerbaijan

La guerra scoppiata quest'estate fra Georgia e Russia per l'indipendentismo dell'Ossezia ha dato un impulso verso la risoluzione di tutti i conflitti congelati nella regione caucasica. Il Nagorno Karabakh, enclave armena all'interno dell'Azerbajan, nel 2006 aveva dichiarato unilateralmente la propria indipendenza. Una decisione che non è stata riconosciuta a livello internazionale. Per questo il presidente russo Medvedev ha organizzato l'incontro fra il presidente armeno, Serzh Sarkisyan, e la sua controparte azera, Ilham Aliyev, poco fuori Mosca.

mappa Per la prima volta dopo quasi 15 anni, Aliyev e Sarkisyan si sono detti d'accordo ad intensificare gli sforzi per cercare una soluzione politica alla crisi. Una prima tregua tra i due Paesi, siglata nel 1994, aveva cercato di porre fine ad un contenzioso che aveva causato trentamila vittime e più di un milione di persone costrette a lasciare la propria casa. Nonostante il cessate il fuoco, però, scontri fra le due popolazioni sono proseguiti nel tempo, fino alla dichiarazione unilaterale di indipendenza del 2006.
Secondo quanto riportato dal presidente Medeved, l'accordo siglato domenica al castello di Meiendorf, costituisce un passo molto importante, che "faciliterà il miglioramento della situazione nel Caucaso meridionale, e porterà stabilità e sicurezza nella regione attraverso un accordo politico basato sui principi delle leggi e delle norme internazionali".
Ora i due ministri degli Esteri lavoreranno insieme alle delegazioni russe, statunitensi e francesi, in qualità di co-presidenti del Gruppo di Minsk dell'Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), per trovare una soluzione diplomatica al conflitto.

Categoria: Guerra, Profughi
Luogo: Armenia