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Gli Stati Uniti avrebbero speso circa 6 miliardi di dollari per pagare le compagnie di sicurezza private che operano in Iraq. La stima è stata fatta dall'Ispettore generale per la ricostruzione in Iraq, Stuart Bowen, e corrisponde circa al 12 percento dei 50 miliardi di dollari che i cittadini statunitensi stanno pagando per ricostruire il Paese distrutto dalla guerra.
In realtà, nessuno sa con certezza quanto siano costate ai contribuenti le compagnie di contractors, perchè le agenzie governative che operano in Iraq non hanno l'obbligo di tenere traccia delle spese per la sicurezza. Per questo l'ufficio di Bowen ha dovuto spendere tre mesi fra il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa, l'Agenzia statunitense per lo Sviluppo e altri organi governativi, per ricostruire i movimenti contabili. La stima di 6 miliardi di dollari dunque - ha dichiarato lo stesso Bowen in un'intervista - è incompleta e destinata ad aumentare.
Il rapporto stilato dall'ispettore generale e dal suo ufficio ricostruisce anche tutte le attività svolte dalle compagnie di bodyguard che hanno affiancato ufficiali, diplomatici, truppe e lavoratori stranieri. E calcola quanto è costata ai contribuenti la sicurezza personale di alti comandanti dell'esercito.
Ma non solo. Traccia anche un bilancio di come sono stati spesi i soldi della ricostruzione fino ad oggi. Dopo aver stanziato 125 miliardi di dollari dalla caduta di Saddam Hussein, il sistema giudiziario presenta ancora gravissimi problemi - basti pensare che dal 2003 ad oggi sono stati uccisi una quarantina di giudici - mentre l'Iraq resta ancora uno dei paesi più corrotti al mondo. Gli Stati Uniti hanno speso circa 25 miliardi per addestrare e equipaggiare le forze di polizia locali e 10 miliardi in infrastrutture.