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Tutti se lo aspettavano: l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato quasi all'unanimità una risoluzione che chiede la fine del blocco economico e commerciale imposto dagli Stati Uniti a Cuba.
La condanna del bloqueo da parte dell'Assemblea Onu ormai non è più una novità. Ieri, per l'ennesima volta, su 192 nazioni partecipanti alla votazione ben 185 hanno manifestato apertamente il loro dissenso contro la misura voluta da Washington più di 4 decenni fa. Solo tre nazioni si sono dette favorevoli al blocco che strutola l'isola: Israele Stai Uniti e Isole Palau. Due i paesi che si sono astenuti: Micronesia e Isole Marshall. Non hanno partecipato alla votazione Iraq e El Salvador.Secondo diversi analisti il blocco imposto da Washington all'isola in questi 48 anni ha causato perdite per 93 miliardi di dollari, distruggendo totalmente l'economia cubana e bloccandone lo sviluppo.Raciel Proenza, direttore del Ministerio de la Inversion Estranjera ha fatto sapere che la Banca Mondiale e il Banco Interamericano de Desarrollo hanno dato ala regione 13 miliardi di dollari di crediti ma per l'intervento statunitense, molto influente nell'organizzazione, Cuba non ha potuto accedervi. E da Cuba arrivano nuove accuse contro gli Usa. Il governo dell'Havana, infatti, accusa Washington di fare pressione contro tutti quei paesi che decidono di voler intrattenere relazioni economiche con l'isola. Come avviene con i dirigenti dell'azienda canadese Sherrit che, lavorando con Cuba, non possono ottenere visti d'ingresso per gli Stati Uniti.
Alessandro Grandi