Venezuela, polemica politica fra il governatore dello Stato di Zulia e Chavez che minaccia: 'Se vince Rosales, azioni militari'
Ormai il conflitto politico interno al Venezuela non risparmia colpi bassi. Insulti
e polemiche stanno infiammando il clima politico che precede la giornata elettorale
per le regionali prevista per il prossimo 23 novembre.
Insulti. I due protagonisti dell'annosa polemica politica
che invade il Venezuela sono, ormai da anni, il presidente Hugo Chavez e il governatore
dello Stato di Zulia Manuel Rosales. Il primo paladino dell'uguaglianza e delle
nazionalizzazioni il secondo uomo forte dell'opposizione che ha dalla sua parte
una grande fetta dell'elettorato della regione , cosa che gli ha consentito di
diventare Governatore di uno Stato (Zulia) che galleggia sul petrolio.
E probabilmente è proprio questo il punto: il petrolio.
Chavez è stato chiaro: se Rosales vincerà le elezioni il 23 novembre prossimo
assicurandosi la poltrona del comune di Maracaibo e quella di Governatore dello
Stato potrebbero esserci delle conseguenze pesanti. Addirittura l'intervento dell'esercito.
“Nessuno deve dimenticarsi che questa è una rivoluzione pacifica ma anche una
rivoluzione armata” ha detto il presidente che ha anche aggiunto: “L'unico vero
progetto di Rosales, politico mafioso, golpista e terrorista, per il 2009 è quello
di liquidarmi, di rovesciarmi”.
E per evitare che l'attuale governatore possa vincere le elezioni Chavez ha chiesto
ai suoi una grande mobilitazione di tutto il Partito Socialista Unito Venezuelano.
Infine l'attacco. Dopo averlo apostrofato come mafioso e golpista Chavez ha accusato
Rosales di aver acquistato con soldi pubblici delle aziende agricole, aver protetto
paramilitari e narcotrafficanti, oltre a gruppi dell'ultra destra colombiana e
venezuelana.
Rosales. Dal cando suo il governatore dello Stato da diverso tempo lamenta un'assoluta
mancanza di dialogo costruttivo con il governo, che tende a suo avviso a “mettere
il bastone fra le ruote allo Stato di Zulia”. Ora ci si mettono anche le minacce.
“Non abbiamo paura delle minacce di Chavez. I toni alti si usano quando si vuole
mettere paura alla popolazione. E poi è facile accusare me di essere legato o
di difendere paramilitarismo e al narcotraffico. Le cose sono all'opposto. Chavez
è davvero legato alla guerriglia colombiana. Lo sanno tutti, non è un segreto.
Io ho sempre preso le distanze dai paramilitari” racconta il governatore Rosales
al telefono con
PeaceReporter.
“In gioco non c'è soltanto una poltrona. In gioco c'è il futuro del Paese. Sono
convinto che l'opposizione vincerà le elezioni del 23 novembre e che si aggiudicherà
molti sindaci e anche molti governatori. Se invece dovesse vincere Chavez allora
porterebbe avanti il suo programma che prevede anche la cessazione della proprietà
privata, la possibilità di poterlo rieleggere a vita. Insomma, il paese diventerebbe
come Cuba e si limiterebbero le libertà della popolazione. La verità è che questa
volta vinceremo le elezioni e cercheremo di portare innovazione e libertà al popolo
venezuelano. Continueremo con il cammino della democrazia per arrivare alla modernità
e alla libertà. Tutto al contrario rispetto al Castrocomunismo stile Cuba che
vuole Chavez".