27/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela, polemica politica fra il governatore dello Stato di Zulia e Chavez che minaccia: 'Se vince Rosales, azioni militari'
 
Ormai il conflitto politico interno al Venezuela non risparmia colpi bassi. Insulti e polemiche stanno infiammando il clima politico che precede la giornata elettorale per le regionali prevista per il prossimo 23 novembre.

Insulti. I due protagonisti dell'annosa polemica politica che invade il Venezuela sono, ormai da anni, il presidente Hugo Chavez e il governatore dello Stato di Zulia Manuel Rosales. Il primo paladino dell'uguaglianza e delle nazionalizzazioni il secondo uomo forte dell'opposizione che ha dalla sua parte una grande fetta dell'elettorato della regione , cosa che gli ha consentito di diventare Governatore di uno Stato (Zulia) che galleggia sul petrolio.
E probabilmente è proprio questo il punto: il petrolio.
Chavez è stato chiaro: se Rosales vincerà le elezioni il 23 novembre prossimo assicurandosi la poltrona del comune di Maracaibo e quella di Governatore dello Stato potrebbero esserci delle conseguenze pesanti. Addirittura l'intervento dell'esercito. “Nessuno deve dimenticarsi che questa è una rivoluzione pacifica ma anche una rivoluzione armata” ha detto il presidente che ha anche aggiunto: “L'unico vero progetto di Rosales, politico mafioso, golpista e terrorista, per il 2009 è quello di liquidarmi, di rovesciarmi”.
E per evitare che l'attuale governatore possa vincere le elezioni Chavez ha chiesto ai suoi una grande mobilitazione di tutto il Partito Socialista Unito Venezuelano.
Infine l'attacco. Dopo averlo apostrofato come mafioso e golpista Chavez ha accusato Rosales di aver acquistato con soldi pubblici delle aziende agricole, aver protetto paramilitari e narcotrafficanti, oltre a gruppi dell'ultra destra colombiana e venezuelana.

Rosales. Dal cando suo il governatore dello Stato da diverso tempo lamenta un'assoluta mancanza di dialogo costruttivo con il governo, che tende a suo avviso a “mettere il bastone fra le ruote allo Stato di Zulia”. Ora ci si mettono anche le minacce. “Non abbiamo paura delle minacce di Chavez. I toni alti si usano quando si vuole mettere paura alla popolazione. E poi è facile accusare me di essere legato o di difendere paramilitarismo e al narcotraffico. Le cose sono all'opposto. Chavez è davvero legato alla guerriglia colombiana. Lo sanno tutti, non è un segreto. Io ho sempre preso le distanze dai paramilitari” racconta il governatore Rosales al telefono con PeaceReporter.
“In gioco non c'è soltanto una poltrona. In gioco c'è il futuro del Paese. Sono convinto che l'opposizione vincerà le elezioni del 23 novembre e che si aggiudicherà molti sindaci e anche molti governatori. Se invece dovesse vincere Chavez allora porterebbe avanti il suo programma che prevede anche la cessazione della proprietà privata, la possibilità di poterlo rieleggere a vita. Insomma, il paese diventerebbe come Cuba e si limiterebbero le libertà della popolazione. La verità è che questa volta vinceremo le elezioni e cercheremo di portare innovazione e libertà al popolo venezuelano. Continueremo con il cammino della democrazia per arrivare alla modernità e alla libertà. Tutto al contrario rispetto al Castrocomunismo stile Cuba che vuole Chavez".
 

Alessandro Grandi

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