Lettera aperta di Michael Moore a Barack Obama: rispetti gli impegni presi in campagna elettorale
Caro Senatore Obama,
Le scriviamo per congratularci dei notevoli risultati ottenuti nella sua campagna
elettorale per la presidenza degli Stati Uniti.

La sua candidatura ha provocato un'ondata di entusiasmo politico come non se
ne vedeva da decenni in questo paese. Nei suoi discorsi, ha prospettato la visione
di un futuro migliore, nel quale gli Stati Uniti smantellano i loro presidi militari
sparsi per il globo e si concentrano sulla diplomazia all'estero, e su una maggiore
uguaglianza e libertà dei loro cittadini in casa propria; una visione che ha fatto
palpitare gli elettori attraverso tutto lo spettro politico.
Centinaia di migliaia di giovani hanno fatto il loro primo ingresso nella vita
politica, elettori afro-americani si sono radunati al suo seguito, e molti di
coloro che si erano sentiti alienati dalla “solita politica” si sono impegnati
di nuovo.
Lei è oggi alla guida di un movimento che crede profondamente in quel cambiamento
che lei stesso ha elevato a simbolo della sua campagna. I milioni di persone che
partecipano ai suoi raduni, che contribuiscono con donazioni alla sua candidatura
e che visitano il suo sito web sono una potente dimostrazione dell'energia e della
passione di questo nuovo movimento.
Questo movimento è vitale per due ragioni. Primo, le assicurerà la vittoria contro
John McCain a Novembre. La lunga notte di avidità e avventurismo militare dell'amministrazione
Bush, che McCain vorrebbe prolungare, non può essere portata a termine così in
fretta. Una entusiastica schiera di volontari e organizzatori farà sì che gli
elettori, nel giorno del voto, chiudano il libro dell'era Bush. Secondo, dopo
averla aiutata ad insediarsi alla Casa Bianca, il sostegno di questo movimento
renderà possibili i cambiamenti su cui poggia la sua piattaforma politica. Solamente
una base popolare ampia ed energica come quella che la sostiene può arginare il
potere dei soldi e contrastare i poteri precostituiti, che sono un peso morto
per coloro che perseguono un reale cambiamento nella politica americana.
Le consigliamo quindi di prestare ascolto alla voce delle persone che possono
portarla alla presidenza e sostenerla nel corso del suo mandato.
A partire dalla sua storica vittoria alle primarie, ci sono stati preoccupanti
segni di un suo spostamento, riguardo gli impegni cardine condivisi dai molti
che hanno sostenuto la sua campagna, verso una posizione più moderata e centrista
– compreso il suo voto per la legislazione FISA, che garantisce alle compagnie
di telecomunicazione l'immunità per le intercettazioni telefoniche illegali, cosa
che ha infuriato e costernato molti dei suoi sostenitori.
Riconosciamo che il compromesso è necessario in qualsiasi democrazia. Capiamo
che le pressioni che deve sostenere chi cerca di raggiungere la più alta carica
sono molto forti. Ma ritrattare quelli che sono stati i punti chiave della sua
campagna, indebolirà quel movimento che le offre il supporto necessario a vincere
e a realizzare il cambiamento promesso.
Di seguito sono elencate le idee chiave che lei ha abbracciato e che noi crediamo
essenziali per continuare a sostenere questo movimento:
§ Ritiro dall'Iraq secondo scadenze prefissate.
§ Una risposta all'attuale crisi economica che riduca il divario tra i ricchi
ed il resto della popolazione, attraverso un sistema finanziario e di sicurezza
sociale più progressista; investimenti pubblici finalizzati alla creazione di
posti di lavoro e alla ricostruzione dell'infrastruttura del paese, oramai al
collasso; politiche di commercio basate su condizioni di reciprocità; ripristino
della libertà di associazione sindacale; significative imposizioni governative
sulla legislazione del lavoro e sulla regolamentazione dell'industria.
§ Assistenza sanitaria universalmente garantita a tutti i cittadini.
§ Una politica ambientale che trasformi l'economia per mezzo di uno spostamento
di miliardi di dollari dal consumo di combustibili fossili verso fonti di energia
alternative, creando così milioni di posti di lavoro nel settore delle energie
rinnovabili.
§ Una fine al regime di tortura, di abuso delle libertà civili e di incontrollato
potere esecutivo, che ha prosperato durante l'era Bush.
§ Un impegno per i diritti delle donne, compreso il diritto all'aborto ed un
più facile accesso ai servizi sanitari per le pratiche di aborto e di trattamento
della fertilità.
§ Un impegno per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità urbane
e per porre fine alle discriminazioni razziali, incluse le disparità educative
attraverso la riforma della legge “No Child Left Behind” (“Nessun Bambino Lasciato
Indietro”, n.d.t.) e altre misure.
§ Una regolamentazione dell'immigrazione che tratti umanamente coloro che cercano
di entrare nel nostro paese, e che fornisca un percorso di integrazione culminante
con il diritto di cittadinanza per coloro che sono già qui.
§ Una riforma della legge sulla droga che incarcera centinaia di migliaia di
persone che necessitano di aiuto, non della prigione.
§ Una riforma del processo politico che riduca l'influenza dei soldi e delle
lobby corporative, e che dia maggiormente voce alla gente comune.
Questi sono i cambiamenti in cui possiamo credere. In altri ambiti – come ad
esempio l'uso di forze residuali e truppe mercenarie in Iraq, l'escalation della
presenza militare USA in Afghanistan, la risoluzione del conflitto tra israeliani
e palestinesi, e la pena di morte – le posizioni da lei sostenute sono considerevolmente
differenti da quelle assunte da molti di noi, gli “amici della sinistra” a cui
si è rivolto durante i suoi ultimi commenti. Se il prossimo Novembre lei vincerà,
noi lavoreremo per sostenere insieme a lei le posizioni che condividiamo e criticheremo
quelle che non condividiamo. Siamo impazienti di sviluppare con lei, dopo che
sarà stato eletto presidente, un dialogo costruttivo e duraturo.
Fermo restando i principi che lei ha articolato in maniera così convincente,
ci auguriamo che riesca a portare in questo paese il cambiamento che lei stesso
ci ha incoraggiato a credere come possibile.
Michael Moore