27/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Otto persone, tra cui quattro bamini sono rimasti uccisi in un raid Usa in Siria. Damasco annuncia reazione.
Akram Hameed ha quarant'anni e tutte le domeniche si ferma lungo le rive del fiume Eufrate per pescare. Anche ieri, Akram, era seduto sull'argine del grande fiume con lo sguardo rivolto a est, verso il confine con il vicinissimo Iraq.
 
Il fiume Eufrate nei presi di AbukamalDi corsa verso il motorino. Di corsa verso i bambini. Ha visto arrivare, all'improvviso, quattro elicotteri neri, americani. Uno è atterrato in un campo coltivato a non più di venti metri da lui. Cinque, sei, sette uomini sono usciti dalla pancia del grande elicottero nero e hanno cominciato a sparare contro un edificio ancora in costruzione. Akram ha capito che la situazione non era delle migliori per pescare. Ha lasciato la sua canna e i suoi cesti e ha cominciato a correre verso il motorino con il quale aveva raggiunto la sponda del fiume. È stato un attimo, si è girato ed è stato colpito al braccio destro. Tutto sommato, gli è andata bene.
Nell'edificio, quello in costruzione, c'erano delle persone, civili, come ha riferito il governo di Damasco. Tra queste, la moglie del guardiano dell'edificio che adesso si trova in ospedale, intubata. “Due elicotteri sono atterrati e gli altri due sono rimasti a mezz'aria”. Lei li ha visti bene, ha avuto più tempo di Akram. E i soldati, venuti fuori dagli elicotteri, erano otto. “Ho cominciato a correre per raggiungere i miei bambini, per metterli in salvo”, ha detto la donna all'inviato dell'Ap. Perché c'erano anche dei bambini all'interno dell'edificio e alla fine, quando si è fatta la conta delle vittime, tra gli otto corpi rimasti a terra c'erano quelli di quattro bambini.

Luogo del raid UsaIl raid oltre confine. Da Damasco la reazione è stata durissima. Reem Haddad, portavoce del ministero dell'Informazione, ha riferito all'emittente panaraba Al-Jazeera che senz'altro ci sarà una reazione da parte della Siria, che non mancherà una risposta alla “grave aggressione” portata sul loro suolo da parte statunitense. Secondo quanto riferito dalla tv di stato, ieri pomeriggio, alle 4 e 45 locali, quattro elicotteri Usa, provenienti dall'Iraq, hanno invaso lo spazio aereo siriano e attaccato un edificio in costruzione nel villaggio di Sukariya, non lontano dalla cittadina di Abukamal, a soli otto chilometri dal confine iracheno e dalla cittadina di Qaim. Solo la settimana scorsa i vertici americani in Iraq avevano accusato Damasco di disinteressarsi del controllo del confine diventato un vero è proprio incrocio per passaggio di armi e di terroristi legati ad Al-Qaeda.
 
ApacheCovo di terroristi? Sebbene dal comando Usa non sia arrivata nessuna comunicazione ufficiale in merito al raid compiuto ieri, una fonte militare, rimasta anonima per ovvi motivi, ha confermato la notizia affermando che l'attacco era mirato a spezzare la rete di al-Qaeda che opera oltre confine. “Abbiamo preso noi la situazione in mano”, ha detto l'ufficiale. Il colonnello Chris Hughes, portavoce delle forze Usa dispiegate nell'Iraq occidentale, ha detto che “le unità impegnate in quella zona non sono responsabili dei fatti di domenica pomeriggio”. Il governo ha convocato gli inviati statunitensi e iracheni a Damasco per avere spiegazioni. Soprattutto, si chiede a Baghdad di prendere una posizione e di opporsi a che il suo territorio diventi base di attacco per la Siria. Oltre che di una grave violazione del diritto internazionale, si tratta di una violazione anche dei principi che ispirano il Patto di Sicurezza (Sofa) in corso di approvazione tra Baghdad e Washington dato che uno dei punti prevede il divieto di attaccare i paesi confinanti. Se è vero che la Siria rappresenta ancora il principale crocevia per l'afflusso della guerriglia dal nord Africa all'Iraq, restano difficili da capire le motivazioni di un attacco lampo a un edificio, che sembrerebbe un edificio qualunque, lontano dal poter essere considerato covo di contrabbandieri o affiliati di al-Qaeda.
Nicola Sessa
 
Parole chiave: damasco, siria, raid usa, iraq, al qaeda, bambini uccisi, raid siria
Categoria: Guerra
Luogo: Siria