Oscar Tulio Lizcano, 63enne ex parlamentare colombiano del Partito Conservador,
sequestrato dalle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) il 5 agosto
2000, è libero da ieri. Secondo le informazioni che giungono dalla zona sembra
che Lizcano sia riuscito a liberarsi grazie anche all'appoggio di uno dei suoi
carcerieri deciso a disertare.

Dopo tre giorni di cammino nella selva, nella zona del Chocò, Lizcano e il suo
carceriere hanno incontrato una pattuglia dell'esercito colombiano che stava procedendo
nella selva nell'ambito di un'operazione militare contro le Farc. Ma l'esercito
di Bogotà nella liberazione di Lizcano non ha avuto nessun ruolo. “Ringrazio per
prima cosa Isaza, il guerrigliero che ha avuto il coraggio di fuggire con me:
un vecchio, un comandante che ha preso questa decisione. Ringrazio anche l'esercito
che ha pressato i guerriglieri che mi tenevano sequestrato”.
In un primo momento le agenzie di tutto il mondo hanno battuto la notizia secondo
cui Lizacano, il politico che da maggior tempo si trovava nelle mani dei guerriglieri,
fosse stato liberato in seguito a un blitz dell'esercito, cosa smentita anche
dal ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos.
Dopo i fatti ancora una volta il dibattito in Colombia si è aperto. L'ex presidente
Ernesto Samper nello specifico ha chiesto alle Farc la liberazione di tutti i
rapiti ma si stima che le persone ancora nelle mani del gruppo guerrigliero d'ispirazione
marxista siano ancora più di 700.