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La composizione della Corte. I nove magistrati dell'attuale Corte Suprema, nominati a vita, si possono dividere
in sostanza in due blocchi: quattro vanno dal progressista al moderato, altri
quattro (tra cui due nominati da George W. Bush, e relativamente giovani) sono
più conservatori. Il “pendolo”, decisivo nel determinare l'orientamento della
Corte in molte decisioni prese con un voto di differenza, è il 72enne Anthony
Kennedy. Tra i giudici dell'ala liberal, uno ha 89 anni, l'unica donna è 75enne e dalla salute fragile, e uno di 69
anni starebbe pensando di ritirarsi a vita privata. Ecco perché specialmente i
repubblicani intravedono la possibilità, con McCain alla Casa Bianca, di far pendere
stabilmente la bilancia dalla parte dei conservatori.
Gli argomenti cari ai conservatori. Il diritto all'aborto, di cui Obama è un convinto sostenitore, è stato sancito
nel 1973 con la Roe vs Wade, una sentenza che McCain ha definito una “decisione sbagliata” e che la base
più religiosa dei repubblicani – la sua vice Sarah Palin in testa – spera di vedere
rovesciata. “Dobbiamo cambiare la cultura in America. Quelli tra di noi che sono
pro-life capiscono cosa voglio dire”, ha detto McCain in un comizio. Anche la sorte dei
detenuti della prigionie Guantanamo, che i più conservatori non vorrebbero chiudere,
potrebbe essere un tema caldo per la nuova Corte: la sentenza dello scorso giugno,
che riconosceva ai prigionieri il diritto di ricorrere in un tribunale civile,
è stata definita dal candidato repubblicano “una delle peggiori” della storia.
Matrimoni gay, insegnamento del creazionismo nelle scuole, presenza di riferimenti
religiosi nelle strutture pubbliche, facilitazioni per l'ammissione all'università
degli appartenenti alle minoranze sono altri temi da tenere d'occhio.
Applicare la legge o interpretarla? Prevedere il profilo del prossimo componente della Corte Suprema è comunque compito
arduo. Ma alcune indicazioni i due candidati le hanno date. Obama, che è un avvocato
e ha insegnato diritto costituzionale per 12 anni, l'anno scorso disse che avrebbe
considerato candidati con “il cuore, l'empatia per capire cosa significa essere
povero, o afro-americano, o gay, o disabile, o vecchio”. Parole che farebbero
pensare a una scelta molto liberal da parte di un presidente Obama, una paura che McCain non ha mancato di agitare.
Da parte sua, il candidato repubblicano ha criticato i giudici che “emettono sentenze
su questioni politiche che dovrebbero essere risolte democraticamente” e ha promesso
di nominare magistrati che si limitano ad applicare la legge, non a interpretarla
in base alle proprie idee. Ma ha anche indicato John Roberts e Samuel Alito, i
due giudici conservatori nominati da Bush (con voto contrario di Obama al Senato)
come modelli per le sue future scelte.Alessandro Ursic