25/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L’appuntamento è per le ore 15.00, piazza Sant’Antonio, nei pressi della stazione centrale di Pisa.Studenti, docenti, precari, insegnanti, scuole, cittadini, sindaco…tutti in piazza per il corteo cittadino contro la legge 133.
 
foto: Luca Galassi per PeaceReporterIl corteo è organizzato da Sinistra Per (il movimento studentesco pisano), dall’Assemblea Polo Carmignani Occupato, dalla Rete nazionale ricercatori precari - nodo di Pisa e dal Coordinamento precari tecnici-amministrativi. In testa al corteo lo striscione «Pisa per il sapere, no alla 133, no alla svendita dell’università».
E’ strano, diciamo tra noi studenti, è la prima manifestazione in cui ci capita di ritrovarci dietro ad uno striscione portato dai professori che ci fanno lezione tutti i giorni.
“Scusate, scusate…ma la polizia dov’è posizionata? no perché viste le dichiarazioni rilasciate dal premier ieri…non si sa ma!” chiede un signore con tono di voce a metà tra l’ironico e il preoccupato.
Non so, non sappiamo, per adesso si vede soltanto gente che continua ad arrivare. La piazza esplode di persone, poi finalmente il corteo inizia a muoversi.
Si passa per la strada principale del centro, Corso Italia, con la gente affacciata alle finestre che applaude, e nessun negozio che ha chiuso. Bello, mi dico, almeno i negozianti l’hanno capito che non siamo pericolosi come ci dipinge qualcuno!
Do un’occhiata agli striscioni: fisica, chimica, agraria, veterinaria, matematica, lettere, licei vari…ci siamo proprio tutti. Ci sono pure gli studenti delle scuole di eccellenza, Normale e Sant’Anna, e per questi ultimi si tratta della prima partecipazione in assoluto.
Si sfila lungo l’Arno, “c’è ancora gente che deve partire da piazza Sant’Antonio” fanno sapere i rappresentanti degli studenti, “siamo circa 20 mila”.
“Ventimila?…è la più grande manifestazione dai tempi della rivolta studentesca!” commenta un genitore dietro di me, notizia che riporteranno anche i giornali locali il giorno seguente.
Il corteo procede tranquillo, e tra soste per compattare le persone e cori vari, si va verso Piazza dei Cavalieri, la piazza su cui si affaccia la Normale. Qui è allestito un palco dal quale, al termine della manifestazione, studenti e precari presenteranno i propri appelli per un‘università migliore.
Pisa brulica di striscioni appesi all’esterno di case ed edifici, ma ce n’è uno che attira l’attenzione di tutti, alle finestre della Casa dello Studente. Recita “Chi resta a casa quando la battaglia comincia e lascia che gli altri combattano per la sua causa deve stare attento: perché chi non partecipa alla battaglia parteciperà alla disfatta. Neppure evita la battaglia chi la battaglia vuole evitare: perché combatterà per la causa del nemico chi per la propria causa non ha combattuto". E’una citazione di Bertold Brecht, un monito verso tutti, anche verso chi pensa che la mobilitazione non serva “tanto poi fanno sempre quello che gli pare”, affinché si prenda coscienza di quello che sta accadendo alla nostra università.
Ma c’è anche chi si arrangia come può, e tiene a mano un cartello fuori dal proprio ufficio con scritto “No alla 133”. Insomma, Pisa ha dimostrato di essere unita, mi dico. Però uffa, sono già le sei e mezza, tra poco ho il treno per tornare a casa, devo lasciare la manifestazione...proprio adesso che inizia il comizio in piazza!
E mentre corro verso la stazione penso che, forse, stavolta, qualcosa si sta muovendo davvero.


Martina Ambrosini
 

Angelo Miotto

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