L’appuntamento è per le ore
15.00, piazza Sant’Antonio, nei pressi della stazione centrale di
Pisa.Studenti, docenti, precari, insegnanti,
scuole, cittadini, sindaco…tutti in piazza per il corteo cittadino
contro la legge 133.

Il corteo è organizzato da
Sinistra Per (il movimento studentesco pisano), dall’Assemblea Polo
Carmignani Occupato, dalla Rete nazionale ricercatori precari - nodo
di Pisa e dal Coordinamento precari tecnici-amministrativi. In testa
al corteo lo striscione «Pisa per il sapere, no alla 133, no
alla svendita dell’università».
E’ strano, diciamo tra noi studenti,
è la prima manifestazione in cui ci capita di ritrovarci
dietro ad uno striscione portato dai professori che ci fanno lezione
tutti i giorni.
“Scusate, scusate…ma la polizia
dov’è posizionata? no perché viste le dichiarazioni
rilasciate dal premier ieri…non si sa ma!” chiede un signore con
tono di voce a metà tra l’ironico e il preoccupato.
Non so, non sappiamo, per adesso si
vede soltanto gente che continua ad arrivare. La piazza esplode di
persone, poi finalmente il corteo inizia a muoversi.
Si passa per la strada principale del
centro, Corso Italia, con la gente affacciata alle finestre che
applaude, e nessun negozio che ha chiuso. Bello, mi dico, almeno i
negozianti l’hanno capito che non siamo pericolosi come ci dipinge
qualcuno!
Do un’occhiata agli striscioni:
fisica, chimica, agraria, veterinaria, matematica, lettere, licei
vari…ci siamo proprio tutti. Ci sono pure gli studenti delle scuole
di eccellenza, Normale e Sant’Anna, e per questi ultimi si tratta
della prima partecipazione in assoluto.
Si sfila lungo l’Arno, “c’è
ancora gente che deve partire da piazza Sant’Antonio” fanno
sapere i rappresentanti degli studenti, “siamo circa 20 mila”.
“Ventimila?…è la più
grande manifestazione dai tempi della rivolta studentesca!”
commenta un genitore dietro di me, notizia che riporteranno anche i
giornali locali il giorno seguente.
Il corteo procede tranquillo, e tra
soste per compattare le persone e cori vari, si va verso Piazza dei
Cavalieri, la piazza su cui si affaccia la Normale. Qui è
allestito un palco dal quale, al termine della manifestazione,
studenti e precari presenteranno i propri appelli per un‘università
migliore.
Pisa brulica di striscioni appesi
all’esterno di case ed edifici, ma ce n’è uno che attira
l’attenzione di tutti, alle finestre della Casa dello Studente.
Recita “Chi resta a casa quando la battaglia comincia e lascia che
gli altri combattano per la sua causa deve stare attento: perché
chi non partecipa alla battaglia parteciperà alla disfatta.
Neppure evita la battaglia chi la battaglia vuole evitare: perché
combatterà per la causa del nemico chi per la propria causa
non ha combattuto". E’una citazione di Bertold Brecht, un
monito verso tutti, anche verso chi pensa che la mobilitazione non
serva “tanto poi fanno sempre quello che gli pare”, affinché
si prenda coscienza di quello che sta accadendo alla nostra
università.
Ma c’è anche chi si arrangia
come può, e tiene a mano un cartello fuori dal proprio ufficio
con scritto “No alla 133”. Insomma, Pisa ha dimostrato di essere
unita, mi dico. Però uffa, sono già le sei e mezza, tra
poco ho il treno per tornare a casa, devo lasciare la
manifestazione...proprio adesso che inizia il comizio in piazza!
E mentre corro verso la stazione penso
che, forse, stavolta, qualcosa si sta muovendo davvero.