Si sta diffondendo la protesta
nell'Università di Torino. A Grugliasco gli studenti di
Agraria e Veterinaria si sono mossi già da due settimane,
presidiando il parco della Facoltà. Da lunedì anche la
Facoltà di Fisica ha avviato l'occupazione: ogni sera, fino a
mezzanotte, gli studenti hanno organizzato, oltre ai dibattiti sulla
133, diversi seminari di carattere didattico aperti a tutta la
cittadinanza. Nonostante l'attacco all'università pubblica e
alla ricerca, gli studenti si stanno impegnando a costruire un flusso
continuo di informazioni e produzioni culturali.

Martedì pomeriggio si è
riunita l'Assemblea NoGelmini sulle scalinate di Palazzo Nuovo. I
temi all'ordine del giorno sono stati diversi: l'organizzazione della
serata, l'impostazione dell'Assemblea Generale di Ateneo
auto-convocata per il giorno dopo, le modalità di occupazione
dell'edificio. La serata, che di fatto ha avviato l'occupazione e ha
lanciato l'Assemblea Generale, si è svolta fra musica dal vivo
dentro Palazzo Nuovo e dibattiti sulla 133. La partecipazione è
stata notevole: erano presenti almeno cinquemila studenti.
Tutte le occupazioni hanno garantito
lo svolgimento delle lezioni, a differenza di quanto avvenuto in
altri Atenei non è stato proposto il blocco della didattica.
Gli studenti, in collaborazione con i docenti disponibili, stanno
invece organizzando le lezioni all'aperto, per manifestare alla luce
del sole, di fronte a tutta la città, il disagio del mondo
universitario. Dopo le lezioni di Allegra (Storia Moderna) e Remotti
(Antropologia Culturale) nella settimana scorsa, mercoledì
pomeriggio Storia del Teatro si è tenuta al Biberon (a San
Salvario), mentre giovedì mattina le lezioni di Lingua e
Traduzione Spagnola e il Lettorato di catalano si sono svolte in
piazza Carlo Alberto.
Nel pomeriggio di mercoledì
22 si è tenuta l'Assemblea generale di Ateneo, auto-convocata
dagli stessi studenti. La partecipazione non è stata nutrita,
ma hanno avuto modo di parlare nel cortile del Rettorato le diversi
voci della realtà universitaria: studenti, dottorandi,
ricercatori e docenti. In questa occasione gli studenti hanno chiesto
la sospensione delle lezioni fra il 28 e il 30 ottobre: non sembra
che le istituzioni universitarie siano disposte a concederla.
Tuttavia in quelle giornate gli sforzi saranno volti a portare fuori
dalle aule le lezioni e ad allargare la didattica e la produzione di
cultura tramite seminari, conferenze, dibattiti. Le giornate della
prossima settimana saranno infatti cruciali per Torino: il 28 vedrà
la presenza in città del Ministro dell'Istruzione, mentre il
30 è stato indetto lo sciopero generale. Per costruire al
meglio queste due date, il 23 sera si è svolta a Palazzo Nuovo
una tavola rotonda che ha proposto un dialogo fra tutti i soggetti in
mobilitazione: l’Assemblea NoGelmini, il Coordinamento genitori, il
Coordinamento delle maestre, i lavoratori precari. Sta a loro
continuare la protesta.