25/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Si sta diffondendo la protesta nell'Università di Torino. A Grugliasco gli studenti di Agraria e Veterinaria si sono mossi già da due settimane, presidiando il parco della Facoltà. Da lunedì anche la Facoltà di Fisica ha avviato l'occupazione: ogni sera, fino a mezzanotte, gli studenti hanno organizzato, oltre ai dibattiti sulla 133, diversi seminari di carattere didattico aperti a tutta la cittadinanza. Nonostante l'attacco all'università pubblica e alla ricerca, gli studenti si stanno impegnando a costruire un flusso continuo di informazioni e produzioni culturali.
 
 foto Luca Galassi Martedì pomeriggio si è riunita l'Assemblea NoGelmini sulle scalinate di Palazzo Nuovo. I temi all'ordine del giorno sono stati diversi: l'organizzazione della serata, l'impostazione dell'Assemblea Generale di Ateneo auto-convocata per il giorno dopo, le modalità di occupazione dell'edificio. La serata, che di fatto ha avviato l'occupazione e ha lanciato l'Assemblea Generale, si è svolta fra musica dal vivo dentro Palazzo Nuovo e dibattiti sulla 133. La partecipazione è stata notevole: erano presenti almeno cinquemila studenti.
Tutte le occupazioni hanno garantito lo svolgimento delle lezioni, a differenza di quanto avvenuto in altri Atenei non è stato proposto il blocco della didattica. Gli studenti, in collaborazione con i docenti disponibili, stanno invece organizzando le lezioni all'aperto, per manifestare alla luce del sole, di fronte a tutta la città, il disagio del mondo universitario. Dopo le lezioni di Allegra (Storia Moderna) e Remotti (Antropologia Culturale) nella settimana scorsa, mercoledì pomeriggio Storia del Teatro si è tenuta al Biberon (a San Salvario), mentre giovedì mattina le lezioni di Lingua e Traduzione Spagnola e il Lettorato di catalano si sono svolte in piazza Carlo Alberto.
Nel pomeriggio di mercoledì 22 si è tenuta l'Assemblea generale di Ateneo, auto-convocata dagli stessi studenti. La partecipazione non è stata nutrita, ma hanno avuto modo di parlare nel cortile del Rettorato le diversi voci della realtà universitaria: studenti, dottorandi, ricercatori e docenti. In questa occasione gli studenti hanno chiesto la sospensione delle lezioni fra il 28 e il 30 ottobre: non sembra che le istituzioni universitarie siano disposte a concederla. Tuttavia in quelle giornate gli sforzi saranno volti a portare fuori dalle aule le lezioni e ad allargare la didattica e la produzione di cultura tramite seminari, conferenze, dibattiti. Le giornate della prossima settimana saranno infatti cruciali per Torino: il 28 vedrà la presenza in città del Ministro dell'Istruzione, mentre il 30 è stato indetto lo sciopero generale. Per costruire al meglio queste due date, il 23 sera si è svolta a Palazzo Nuovo una tavola rotonda che ha proposto un dialogo fra tutti i soggetti in mobilitazione: l’Assemblea NoGelmini, il Coordinamento genitori, il Coordinamento delle maestre, i lavoratori precari. Sta a loro continuare la protesta.
 
Francesco Migliaccio 
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Italia