23/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I migranti nella nuova Costituzione ecuadoriana
scritto per noi da
Irma Marano
 
La nuova costituzione ecuadoriana si fa promotrice di un principio di diritto quasi unico al mondo: nessun essere umano può essere considerato illegale in relazione al suo status migratorio.
 
bambini ecuadorianiTutti fuori. Negli ultimi 10 anni, soprattutto in seguito alla grave crisi economica della fine degli anni ’90, l’Ecuador è stato caratterizzato da un forte movimento migratorio. Attualmente si calcola che circa il 20 - 25 percento della popolazione ecuadoriana risieda all’estero, in particolare Stati Uniti, Spagna e Italia. In realtà non si è trattato di un fenomeno nuovo nella storia del piccolo paese andino; infatti, a partire dagli anni ’70, soprattutto nelle provincie centro meridionali del paese (Azuay e Cañar) si registrò un considerevole fenomeno migratorio. La prima ondata migratoria fu caratterizzata da “un comune destino”: gli Stati Uniti, infatti, rappresentavano la meta agoniata. Oggi, invece, i flussi migratori sono diretti in particolare verso la Spagna che costituisce il primo paese di destino, seguito dall’Italia.              
 
Tanti altri dentro. Da anni la società civile ecuadoriana ha svolto un lavoro di lobbying e incidenza politica sulla classe dirigente finalizzato alla sensibilizzazione sui temi migratori. D'altronde l’Ecuador non è solo paese di emigrazione, con i suoi 500.000 emigranti l’anno, ma anche paese di destino di immigrati colombiani e peruviani, in particolare. Inoltre, dagli anni 70 in poi, l’Ecuador ha visto sempre più crescere la popolazione di richiedenti asilo e rifugio nel suo territorio. La labilità, in particolare, della frontiera nord del paese ha fatto si che esso divenisse in assoluto la nazione sudamericana con la più alta percentuale rifugiati, in particolare di nazionalità colombiana. Ma la stessa conformazione geo-fisica del territorio, rendendo evanescenti le frontiere settentrionali ha favorito un fenomeno unico al mondo: un paese con un altissima percentuale di rifugiati e richiedenti asilo che però non ha campi profughi e non ne avverte la necessità. Attraverso un sistema di reti di accoglienza intessute da organizzazioni non governative, locali ed internazionali, ambienti ecclesiastici e/o laici, col tempo si è instaurato un processo di integrazione tra cittadini e immigrati.
 
bambini delle Ande ecuadorianeIl diritto di migrare. La nuova costituzione, approvata con referendum popolare il 28 settembre, all’articolo 40 riconosce a tutti gli individui il “diritto a migrare”. È la prima volta al mondo che un testo costituzionale preveda siffatto diritto. La costituzione, inoltre, asserisce che « non si identificherà né considererà nessun essere umano come illegale in relazione alla sua condizione migratoria».
L’introduzione di quest’articolo è stato, in qualche, agevolato da una campana mondiale di sensibilizzazione in relazione alla tematica migrazione proposta dal presidente Correa e la ministra della SENAMI, l’equivalente di un ministero senza portafoglio che si occupa di migrazione, Lorena Escudero nell’agosto dell’anno in corso.
 
Soggetti da tutelare. Ulteriori elementi di innovazione presenti nel testo costituzionale sono dati, per esempio, dalla presenza della categoria “migranti” tra i soggetti da tutelare in base al principio di non discriminazione (art.11). Inoltre, in relazione allo status dei rifugiati e richiedenti asilo art. 41 prevede che lo Stato, in casi straordinari, possa riconoscere come diritto collettivo lo status di rifugiato. Si tratta indubbiamente di una norma programmatica, anche in considerazione della difficoltà di concedere siffatto status e della necessità di osservare alla “Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato” del 1951, dunque casi eccezionali e rarissimi, ma sicuramente una norma costituzionale così moderna anticipa la stessa legislazione internazionale.
 
indigeni ecuadorianiLa sfida dei padri. Tra le norme programmatiche senz’altro quella che anticipa i tempi sembra essere il comma V dell’art.423 che «propizia la creazione di una cittadinanza latinoamericana e caraibica; con la libera circolazione delle persone nella regione; l’implementazione di politiche che garantiscano i diritti umani delle popoli confinanti e dei rifugiati e la protezione comune dei latinoamericani e caraibici nei paesi di transito e destino dell’emigrazione». Con quest’articolo i costituenti di Montecristi, la città in cui l’Assemblea Costituente ha approvato il testo, sembrano aver accolto la sfida dei padri fondatori dell’Unione Europea: Adenauer, De Gaspari, Monnet e Spaak auspicando la fondazione di un Unione Centro-Sudamericana che abbia però come motore trainante non l’economia, ma il rispetto dei diritti umani.
 
Parole chiave: costituzione, ecuador
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Ecuador