23/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Colombia, operazione di polizia in diversi Paesi consente l'arresto di un centinaio di persone. I proventi probabilmente usati per finanziare le attività di Hezbollah in Libano
Gli inquirenti colombiani sospettano che dietro le attività illecite di alcuni cittadini di origine libanese ci sia il finanziamento alla lotta islamica.

sequestro record di cocainaUna vasta operazione antidroga condotta dal Dipartimento Administrativo de Seguridad de Colombia (Das) in diverse nazione del pianeta ha permesso alle forze di sicurezza di Bogotà di catturare alcuni fra i più attivi e pericolosi narcotrafficanti legati a gruppi islamici con base in Medio Oriente. Fra loro anche Roberto Herrera Garcia, guatemalteco, considerato uno dei 40 uomini più ricercati al mondo per via dei suoi legami con i cartelli della droga messicani.

Decine le persone arrestate in ogni angolo del globo: dal Medio Oriente al Sudamerica, passando per Europa e Usa. A capo dell'organizzazione, che secondo gli inquirenti andava a finanziare attività di Hezbollah in Libano, ci sarebbero tre persone. Si tratta di Mahammud Harb detto “il Talebano”, Alì Mohammad Rahim, soprannominato “Alì” e Zacaria Harbm il cui nomignolo è “Zac”. I tre secondo la procura coordinavano l'invio di stupefacenti nei loro paesi d'origine per poi controllare anche il riciclaggio del denaro provento della vendita della droga, oltre a essere legati a gruppi paramilitari colombiani che li aiutavano a smerciare stupefacenti negli Usa. Denaro che spesso, secondo gli investigatori, andava a rimpinguare le casse di gruppi terroristici islamici.
Durante l'operazione sono stati sequestrati 360 chili di cocaina, 5 di eroina e 1, 7 miliardi di pesos. Sequestrate anche diverse automobili, due piccoli aerei e immobili di valore.

Operazione di polizia antidrogaL'inchiesta. Per il Das “l'organizzazione criminale avrebbe nel corso del tempo utilizzato vie diverse per l'esportazione della droga e si sarebbe avvalsa della collaborazione di affiliati in Venezuela, Panama, Guatemala, Medio Oriente e Europa. L'inchiesta, iniziata due anni fa, è riuscita a condurre nelle carceri colombiane più di 100 persone, tutte dedite al traffico internazionale di stupefacenti finalizzato al finanziamento di attività legate al terrorismo islamico. Accuse, comunque, tutte da verificare.
La scelta della Colombia come base operativa per le attività illegali del gruppo non è stata casuale considerando che a tutt'oggi la Colombia è ancora il primo paese al mondo per la produzione di cocaina. A poco sono serviti gli aiuti provenienti da Washington che negli ultimi sette anni ha investito miliardi di dollari nella lotta al narcotraffico.

Alessandro Grandi

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