23/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Campagna elettorale senza limiti: il volto di Obama anche nei videogames
Scritto per noi da
Mario Baccigalupi*
 
Al di là del “pionierismo d'assalto” dimostrato da Obama, con la sua scelta di promuovere la propria immagine presidenziale nei videogame, l'inserimento della pubblicità nei giochi per console e pc è un fenomeno relativamente recente, e per questo si presta ancora a un alto grado di sperimentazione diretta, alla ricerca di nuovi modelli e di strategie sempre più efficaci.
 
Cartellone di Obama nel videogameBurnout paradise. Le differenze rispetto ai media tradizionali sono davvero notevoli, soprattutto tenendo presente il carattere interattivo dell'intrattenimento elettronico, tanto che in molti hanno espresso dubbi sul livello di attenzione che un videogiocatore, magari impegnato in un gioco di corse, può dedicare a cartelloni virtuali sfrecciando su una pista a 300 chilometri orari. Ecco quindi che l'attenzione dello staff di Obama si distingue per arguzia e capacità di penetrazione: tra i 18 titoli in cui appaiono “ads” del candidato democratico, solo un paio rispondono alla frenesia delle gare automobilistiche, vale a dire "Nascar 09" e “Burnout Paradise”, mentre altri prodotti sportivi, da "Nba Live 08" a "Nfl Tour", danno modo di scorgere più facilmente i vari cartelloni recanti la scritta “Vote for Change”, grazie al carattere meno concitato dell'azione di gioco. Lo stesso vale per l'arcade musicale "Guitar Hero 3" e per il videogame ufficiale del film "The Incredible Hulk": insomma, per essere il primo candidato presidenziale a utilizzare questo tipo di messaggi (e dopo aver sbancato il botteghino dei contributi online alla sua campagna), Obama sembra aver compreso alla perfezione i meccanismi fondamentali per raggiungere efficacemente una buona percentuale di “gamers-elettori”, in gran parte collocati nella fascia di età tra i 16 e i 30 anni.

Ghost RiderGuerra off-limits. D'altronde, persino la scelta del genere di videogame da associare all'immagine di Obama non sembra essere casuale: limitandosi ai prodotti sportivi e fantascientifici, sono stati tagliati fuori i titoli di guerra, nonostante esistano videogiochi di successo (come la nota serie Battlefield di Electronic Arts, nelle sue varie incarnazioni) predisposti per ospitare efficacemente la pubblicità “in game”. La coerenza politica è stata dunque un fattore che gli esperti di Obama non hanno voluto sacrificare nemmeno nelle arene virtuali, davanti a un popolo di giocatori di anno in anno sempre più numeroso e meno differenziato dal punto di vista anagrafico.

Oltre il fronteChe dire allora di John McCain? Avrebbe potuto operare nello stesso modo, utilizzando con successo i propri messaggi nei videogame, ma evidentemente lui e il suo staff non hanno colto l'occasione, dimostrandosi 'realmente' un candidato conservatore. Le masse di videogiocatori non hanno una collocazione politica preponderante: probabilmente anche il più anziano candidato repubblicano avrebbe ottenuto la sua quota di attenzione in questo “mondo che non c'è”, magari puntando su qualche sparatoria virtuale a base di indomiti marines. D'altronde, senza neanche dover guardare troppo lontano, poteva seguire l'esempio dell'esercito Usa, istituzione conservatrice per eccellenza, che da tempo ha compreso e messo in pratica i meccanismi del gioco online, attraverso un videogame ufficiale tuttora molto diffuso (lo “sparatutto” multigiocatore “America's Army”), salvo poi cercare di arginare eventuali danni utilizzando strumenti analoghi: da qualche tempo è disponibile in rete un video interattivo, con tanto di rassicurante ufficiale dall'occhio lucido e la mascella quadrata, realizzato dal Pentagono per arginare l'esorbitante numero di suicidi fra i militari Usa impegnati in zone di guerra. Per l'appunto, in alcuni casi si tratta di soldati passati letteralmente dal gamepad al fucile mitragliatore, in un inganno digitale davvero difficile da mandare giù, soprattutto per chi i videogame li ama davvero.
Categoria: Costume, Media
Luogo: Stati Uniti