26/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Non solo Abu Ghraib e Guantanamo. La tortura e' praticata in almeno 132 stati

Non solo Abu Ghraib. Non solo Guantanamo. Purtroppo, stando ai più recenti rapporti di Amnesty International, la tortura è comunemente praticata in almeno 132 paesi del mondo. E non si tratta solo dei paesi non democratici dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina segnati da conflitti armati o da forti tensioni sociali, politiche, etniche o religiose. La tortura è diffusissima anche nelle democrazie occidentali, soprattutto – questo è un dato ormai assodato – dall’inizio della guerra globale al terrorismo, che ha ridotto ovunque gli standard di tutela dei diritti dei detenuti, soprattutto di quelli immigrati.

Metodi di tortura - Le percosse sono ampiamente il metodo di tortura più diffuso tra gli agenti di polizia dei vari paesi. Le percosse vengono inflitte con pugni, bastoni, calci di pistola, fruste improvvisate, tubi di ferro, mazze da baseball, fili elettrici. Le vittime patiscono contusioni, emorragie interne, frattura di ossa, perdita di denti, danni ad organi vitali. Molti perdono la vita. Sono molto diffusi lo stupro e gli abusi sessuali sui prigionieri. Tra gli altri metodi di tortura più comuni, c'è l'elettroshock (accertato in 40 paesi), sospensione del corpo (oltre 40 paesi), colpi di bastone sulla pianta dei piedi (oltre 30 paesi), soffocamento (oltre 30 paesi), finte esecuzioni e minacce di morte (oltre 50 paesi) e detenzioni in isolamento prolungate (oltre 50 paesi). Altri metodi sono l'immersione in acqua, lo spegnimento di sigarette sul corpo, la privazione del sonno e delle funzioni sensitive.

Le vittime - Chiunque può essere vittima di torture, a prescindere dall'età, dal genere, dall'appartenenza etnica e delle convinzioni politiche. Il più delle volte, ad ogni modo, le vittime di torture da parte delle forze dell'ordine sono criminali comuni. Questo avverrebbe perché i sospetti criminali sono meno capaci di protestare e spesso prevale l'opinione che in fondo "se la sono cercata". Spesso queste vittime provengono dai settori sociali più disagiati. Generalmente è più semplice per il torturatore infliggere dolore a qualcuno che è considerato meno che umano, qualcuno disprezzato per la sua provenienza sociale o per la sua appartenenza politica o religiosa. Per esempio, la maggioranza delle vittime della brutalità della polizia in Europa e negli USA sono neri, o appartenenti a minoranze etniche. In tutta Europa, i rom sono comunemente visti come criminali e per questo subiscono pestaggi da parte delle forze dell'ordine. Gli indios delle Americhe sono stati torturati nell'ambito di dispute territoriali. In Australia è impressionante quanti aborigeni muoiono in carcere in seguito a maltrattamenti, o per la mancanza di cure adeguate. Immigrati, lavoratori all’estero e richiedenti asilo che hanno abbandonato le loro case in cerca di sicurezza, spesso incappano nei maltrattamenti xenofobi e razzisti delle forze di sicurezza. In Austria, Germania, Svizzera e Regno Unito diversi cittadini stranieri sono morti nel corso di deportazioni per l'uso eccessivo della forza da parte della polizia e per metodi di contenzione pericolosi. In Arabia Saudita i lavoratori stranieri hanno maggiori rischi di subire amputazioni giudiziarie e fustigazioni. In Giappone i lavoratori stranieri colti con il permesso di soggiorno scaduto vengono picchiati e umiliati. Nei conflitti armati, la tortura è usata come strumento di pulizia etnica. Le forze governative russe hanno torturato e maltrattato Ceceni a Mosca e in altre parti del paese per tutto il periodo del conflitto nel Caucaso. La tortura e i maltrattamenti basati sull'identità sessuale sono un problema mondiale particolarmente sotto stimato. Mentre alcuni governi negano che gay, lesbiche, bisessuali e transgender vengano torturati, altri giustificano questa pratica in nome della morale e della religione.

Bambini torturati - La tenera età non è purtroppo una protezione contro la tortura. Negli ultimi tre anni bambini sono stati torturati o maltrattati dalla polizia in oltre 50 paesi. Bambini in custodia di polizia sono particolarmente vulnerabili a stupri e abusi sessuali, sia da parte delle guardie che degli altri detenuti. Nei paesi più poveri i bambini di strada sopravvivono elemosinando, compiendo piccoli crimini e prostituendosi. In alcuni paesi i proprietari di negozi pagano sicari che ‘ripuliscono’ le strade attaccando e uccidendo i bambini. Nei conflitti armati i bambini del gruppo nemico sono spesso attaccati perché rappresentano il futuro di quel gruppo. I bambini sono a volte torturati, per ferire o punire i loro parenti. In Uganda migliaia di bambini sono reclutati nel gruppo d'opposizione armata Esercito della Resistenza di Dio (Lra) e costretti a prendere parte a omicidi di iniziazione. Mentre tutti i ragazzi sono costretti a combattere ed uccidere, le ragazze sono messe a disposizione del comando del Lra come schiave sessuali.

Donne torturate - Dal 1997 a oggi Amnesty International ha ricevuto rapporti di donne stuprate da agenti di polizia in 50 stati di tutto il mondo. Dato che è difficile ottenere informazioni su stupri e abusi sessuali, la cifra reale è probabilmente molto più alta. Come si è visto nei recenti conflitti in ex Jugoslavia, Africa centrale e Sierra Leone, lo stupro di massa di donne nemiche è un'arma molto usata. Le donne costituiscono la maggioranza dei rifugiati e degli sfollati di tutto il mondo e sono estremamente vulnerabili agli stupri nei campi e lungo i confini. Le donne di Timor Est riparate nei campi di Timor Ovest (Indonesia) nel 1999, pare siano stati costretti a prostituirsi e tenute in schiavitù sessuali dalla milizia, o dagli ufficiali dell'esercito indonesiano. Con minore accesso a difese legali e sottoposte a leggi discriminatorie, le donne hanno maggiori difficoltà nell'ottenere giustizia dopo aver subito torture. In Pakistan una donna violentata può essere processata per adulterio e fornicazione se non può procurare quattro testimoni maschi musulmani che certificano che lei non era consenziente.

Il mercato globale della tortura - Il mercato globale della tortura comprende un flusso continuo di denaro e strumenti attraverso molti paesi. Negli ultimi anni i prodotti più richiesti sono stati gli strumenti per l'elettroshock (attrezzi in grado di infliggere danni fisici relativamente lievi, ma di produrre il massimo del terrore). Negli anni Novanta l'elettroshock è stato effettuato in carceri, centri di detenzione e stazioni di polizia in oltre 60 paesi. In almeno 20 paesi sono stati usati bastoni e pistole appositamente costruite per essere usati su esseri umani. Più di 120 imprese di 22 paesi sono coinvolte nella produzione, nella vendita, nella diffusione e nella fornitura di simili equipaggiamenti. Le cinture elettriche sono largamente usate sui detenuti negli USA e possono essere azionate a distanza di 300 piedi. Queste cinture rilasciano scariche di 50 mila Volt della durata di 8 secondi che inibiscono i movimenti e procurano dolore molto intenso.

L'impunità - In molti paesi l'impunità della tortura è un problema endemico. Le indagini sono spesso bloccate, laddove sarebbero necessarie, a causa dell'inazione, dell'inefficienza o della complicità dei corpi investigativi. Raramente i torturatori sono portati a giudizio. Questo crea un ciclo di impunità che permette il ripetersi di atti di tortura.

 

Categoria: Tortura