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Non solo Abu Ghraib. Non solo Guantanamo. Purtroppo, stando ai più
recenti rapporti di Amnesty International, la tortura è comunemente
praticata in almeno 132 paesi del mondo. E non si tratta solo dei paesi
non democratici dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina segnati da
conflitti armati o da forti tensioni sociali, politiche, etniche o
religiose. La tortura è diffusissima anche nelle democrazie
occidentali, soprattutto – questo è un dato ormai assodato –
dall’inizio della guerra globale al terrorismo, che ha ridotto ovunque
gli standard di tutela dei diritti dei detenuti, soprattutto di quelli
immigrati.
Metodi di tortura - Le percosse sono ampiamente il metodo di tortura
più diffuso tra gli agenti di polizia dei vari paesi. Le percosse
vengono inflitte con pugni, bastoni, calci di pistola, fruste
improvvisate, tubi di ferro, mazze da baseball, fili elettrici. Le
vittime patiscono contusioni, emorragie interne, frattura di ossa,
perdita di denti, danni ad organi vitali. Molti perdono la vita. Sono
molto diffusi lo stupro e gli abusi sessuali sui prigionieri. Tra gli
altri metodi di tortura più comuni, c'è l'elettroshock (accertato in 40
paesi), sospensione del corpo (oltre 40 paesi), colpi di bastone sulla
pianta dei piedi (oltre 30 paesi), soffocamento (oltre 30 paesi), finte
esecuzioni e minacce di morte (oltre 50 paesi) e detenzioni in
isolamento prolungate (oltre 50 paesi). Altri metodi sono l'immersione
in acqua, lo spegnimento di sigarette sul corpo, la privazione del
sonno e delle funzioni sensitive.
Le vittime - Chiunque può essere vittima di torture, a prescindere
dall'età, dal genere, dall'appartenenza etnica e delle convinzioni
politiche. Il più delle volte, ad ogni modo, le vittime di torture da
parte delle forze dell'ordine sono criminali comuni. Questo avverrebbe
perché i sospetti criminali sono meno capaci di protestare e spesso
prevale l'opinione che in fondo "se la sono cercata". Spesso queste
vittime provengono dai settori sociali più disagiati. Generalmente è
più semplice per il torturatore infliggere dolore a qualcuno che è
considerato meno che umano, qualcuno disprezzato per la sua provenienza
sociale o per la sua appartenenza politica o religiosa. Per esempio, la
maggioranza delle vittime della brutalità della polizia in Europa e
negli USA sono neri, o appartenenti a minoranze etniche. In tutta
Europa, i rom sono comunemente visti come criminali e per questo
subiscono pestaggi da parte delle forze dell'ordine. Gli indios delle
Americhe sono stati torturati nell'ambito di dispute territoriali. In
Australia è impressionante quanti aborigeni muoiono in carcere in
seguito a maltrattamenti, o per la mancanza di cure adeguate.
Immigrati, lavoratori all’estero e richiedenti asilo che hanno
abbandonato le loro case in cerca di sicurezza, spesso incappano nei
maltrattamenti xenofobi e razzisti delle forze di sicurezza. In
Austria, Germania, Svizzera e Regno Unito diversi cittadini stranieri
sono morti nel corso di deportazioni per l'uso eccessivo della forza da
parte della polizia e per metodi di contenzione pericolosi. In Arabia
Saudita i lavoratori stranieri hanno maggiori rischi di subire
amputazioni giudiziarie e fustigazioni. In Giappone i lavoratori
stranieri colti con il permesso di soggiorno scaduto vengono picchiati
e umiliati. Nei conflitti armati, la tortura è usata come strumento di
pulizia etnica. Le forze governative russe hanno torturato e
maltrattato Ceceni a Mosca e in altre parti del paese per tutto il
periodo del conflitto nel Caucaso. La tortura e i maltrattamenti basati
sull'identità sessuale sono un problema mondiale particolarmente sotto
stimato. Mentre alcuni governi negano che gay, lesbiche, bisessuali e
transgender vengano torturati, altri giustificano questa pratica in
nome della morale e della religione.
Bambini torturati - La tenera età non è purtroppo una protezione contro
la tortura. Negli ultimi tre anni bambini sono stati torturati o
maltrattati dalla polizia in oltre 50 paesi. Bambini in custodia di
polizia sono particolarmente vulnerabili a stupri e abusi sessuali, sia
da parte delle guardie che degli altri detenuti. Nei paesi più poveri i
bambini di strada sopravvivono elemosinando, compiendo piccoli crimini
e prostituendosi. In alcuni paesi i proprietari di negozi pagano sicari
che ‘ripuliscono’ le strade attaccando e uccidendo i bambini. Nei
conflitti armati i bambini del gruppo nemico sono spesso attaccati
perché rappresentano il futuro di quel gruppo. I bambini sono a volte
torturati, per ferire o punire i loro parenti. In Uganda migliaia di
bambini sono reclutati nel gruppo d'opposizione armata Esercito della
Resistenza di Dio (Lra) e costretti a prendere parte a omicidi di
iniziazione. Mentre tutti i ragazzi sono costretti a combattere ed
uccidere, le ragazze sono messe a disposizione del comando del Lra come
schiave sessuali.
Donne torturate - Dal 1997 a oggi Amnesty International ha ricevuto
rapporti di donne stuprate da agenti di polizia in 50 stati di tutto il
mondo. Dato che è difficile ottenere informazioni su stupri e abusi
sessuali, la cifra reale è probabilmente molto più alta. Come si è
visto nei recenti conflitti in ex Jugoslavia, Africa centrale e Sierra
Leone, lo stupro di massa di donne nemiche è un'arma molto usata. Le
donne costituiscono la maggioranza dei rifugiati e degli sfollati di
tutto il mondo e sono estremamente vulnerabili agli stupri nei campi e
lungo i confini. Le donne di Timor Est riparate nei campi di Timor
Ovest (Indonesia) nel 1999, pare siano stati costretti a prostituirsi e
tenute in schiavitù sessuali dalla milizia, o dagli ufficiali
dell'esercito indonesiano. Con minore accesso a difese legali e
sottoposte a leggi discriminatorie, le donne hanno maggiori difficoltà
nell'ottenere giustizia dopo aver subito torture. In Pakistan una donna
violentata può essere processata per adulterio e fornicazione se non
può procurare quattro testimoni maschi musulmani che certificano che
lei non era consenziente.
Il mercato globale della tortura - Il mercato globale della tortura
comprende un flusso continuo di denaro e strumenti attraverso molti
paesi. Negli ultimi anni i prodotti più richiesti sono stati gli
strumenti per l'elettroshock (attrezzi in grado di infliggere danni
fisici relativamente lievi, ma di produrre il massimo del terrore).
Negli anni Novanta l'elettroshock è stato effettuato in carceri, centri
di detenzione e stazioni di polizia in oltre 60 paesi. In almeno 20
paesi sono stati usati bastoni e pistole appositamente costruite per
essere usati su esseri umani. Più di 120 imprese di 22 paesi sono
coinvolte nella produzione, nella vendita, nella diffusione e nella
fornitura di simili equipaggiamenti. Le cinture elettriche sono
largamente usate sui detenuti negli USA e possono essere azionate a
distanza di 300 piedi. Queste cinture rilasciano scariche di 50 mila
Volt della durata di 8 secondi che inibiscono i movimenti e procurano
dolore molto intenso.
L'impunità - In molti paesi l'impunità della tortura è un problema
endemico. Le indagini sono spesso bloccate, laddove sarebbero
necessarie, a causa dell'inazione, dell'inefficienza o della complicità
dei corpi investigativi. Raramente i torturatori sono portati a
giudizio. Questo crea un ciclo di impunità che permette il ripetersi di
atti di tortura.