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I fatti. Parte del merito dell'accordo raggiunto sicuramente deve essere dato al presidente
Evo Morales che sembra essere andato in contro alle richieste dell'opposizione.
Morales infatti da quando il nuovo testo costituzionale entrerà in vigore rinuncerà
alla seconda rielezione prevista per il 2014. Non solo. Ampie concessioni e promesse
di cambiamento sono state fatte dal presidente all'opposizione, che vedrà sostanziose
modifiche anche rispetto al decentramento del potere amministrativo, alla riforma
agraria e a quella della giustizia. L'opposizione, dunque, ha ottenuto una mezza
vittoria se si considera che anche la redistribuzione dei proventi derivanti dall'industria
petrolifera e dei gas entra a far parte delle modifiche al testo costituzionale.
Non solo Morales. Se da un lato il presidente è stato una pedina fondamentale nello scacchiere
delle trattative, dall'altro anche i campesinos e gli operai boliviani hanno avuto il loro merito. Dopo settimane di proteste
e una marcia lunga più di duecento chilometri, i manifestanti si sono fermati
a El Alto, sobborgo a circa 20 chilometri da La Paz, minacciando l'ingrasso in
città e il blocco delle attività del Congresso, qualora non si fosse trovato un
accordo fra le parti. Anche lo stesso presidente si era radunato con loro e aveva
lanciato un monito: “Approvino la Costituzione o se ne vadano a casa perchè bloccheremo
i lavori del Congresso. L'opposizione deve smettere di ricattare e non vedere
quello che vuole il popolo”.
Risvolti strategici. La convocazione del referendum popolare sulla nuova Carta Magna deve essere approvata
da due terzi del Congresso. Il Mas (Movimento al Socialismo, la formazione di
Morales) non ha tutti questi voti a disposizione e anche per questo è stato costretto
alla negoziazione con l'opposizione. Lo sanno bene i cocaleros, i campesinos, gli operai e i minatori che da settimane protestano al fianco del Presidente.
E la città di La Paz è stata paralizzata per lungo tempo in attesa di vedere la
fumata bianca provenire dai palazzi del potere in plaza Murillo. Nel bene o nel male forse proprio oggi inizia il nuovo corso boliviano. Quello
per cui è stato eletto Evo Morales.Alessandro Grandi