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Ovest. I sempre più frequenti attacchi contro le forze italiane nelle province occidentali
- tre solo negli ultimi dieci giorni - dimostrano che i talebani sono ormai all'offensiva
anche sul fronte occidentale. Lo conferma anche l'ultimo rapporto dei servizi
segreti italiani (Aise) sulla guerra in Afghanistan, dove si sottolinea "la tendenza
del fronte islamico radicale e antigovernativo a estendere il fronte offensivo
alle regioni occidentali del Paese, in particolare alle province di Farah ed Herat
dove sono presenti assetti nazionali".
Sud. La città meridionale di Lashkargah, nella provincia di Helmand, è sotto assedio
talebano da una decina di giorni. La guerriglia, che controlla ormai tutti i villaggi
e le zone rurali attorno al centro abitato, ha già tentato alcune incursioni in
città, bersagliando i palazzi governativi con lanciarazzi e artiglieria leggera.
L'esercito afgano ha inviato rinforzi per difendere la città, mentre l'aviazione
Nato cerca di 'alleggerire la pressione' bombardando le zone rurali controllate
dalla guerriglia. Come Nad Alì, dove pochi giorni fa le bombe alleate hanno ucciso
ventisette civili, tra cui tredici bambini e tre donne.
Est. I talebani hanno ormai il pieno controllo delle zone rurali a sud, a est e ovest
della capitale afgana. In due terzi dei distretti delle province di Wardak e Lowgar,
a soli 30-40 chilometri da Kabul, i barbuti comandano alla luce del sole, gestendo
la sicurezza, la giustizia e l'educazione scolastica. La polizia afgana si tiene
alla larga e la popolazione locale si sente sicura. I talebani controllano con
posti di blocco tre delle quattro strade d'accesso a Kabul: passa solo chi non
è sospetto di lavorare per il governo o per la Nato. Solo la Shomali Road, verso
nord, è ancora sotto controllo governativo. Per adesso. Enrico Piovesana