Ancora nulla di fatto sul 'Patto di Sicurezza' preparato da Washington e Baghdad
sull'assetto post mandato Onu. Il portavoce del governo Ali al-Dabbagh ha comunicato
che la riunione del Consiglio Politico per la Sicurezza Nazionale, protrattasi
fino a tardi nella notte, non ha portato a nessuna conclusione.

Alcuni leader sono ancora indecisi se approvare o rigettare l'accordo. Chi sembra
non essere indeciso è invece il leader sciita radicale Moqtada al-Sadr, il quale
sabato scorso ha portato in strada a Baghdad 50mila persone per dire un secco
no al Patto di Sicurezza chiedendo un ritiro immediato delle truppe Usa dal territorio
iracheno. Sono proprio gli sciiti, quelli che hanno gudagnato di più dalla 'rimozione'
del nemico Saddam Hussein per mano americana, a presentare maggiori resistenze.
Gli sforzi del premier Nouri al-Maliki diretti a una veloce approvazione dell'accordo
sembrano essere stati vani. Solo i due partiti della rappresentanza curda hanno
comunicato che approveranno il piano senza alcuna riserva. Il governo di Baghdad
e quello di Washington hanno fatto sapere che il Patto non è modificabile, nè
emendabile: il parlamento iracheno deve approvarlo o rigettarlo. L'Alleanza Iraq
Unito ha espresso perlplessità su almeno sette punti. Le maggiori preoccupazioni
si concentrano sulla immunità garantita ai soldati Usa e ai contractors che potrebbero
essere processati dalle autorità giudiziarie irachene solo per reati commessi
fuori dalle basi militari e solo se fuori servizio; e anche in questi casi, solo
dopo il vaglio di una commissione mista composta da iracheni e statunitensi. Altra
questione sorge inotorno alle date del ritiro Usa dall'Iraq: il mandato Onu scade
a fine anno; l'accordo prevede che le truppe americane lascino Baghdad e le altre
città dal giugno 2009, per poi uscire definitivamente dall'Iraq nel 2011. A meno
che il governo iracheno non chieda a Washington di rimanere...