23/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Martti Ahtisaari è entrato a pieno titolo nell'Olimpo del Kosovo. Pristina festeggia per il 'suo' premio Nobel
Scritto per noi da
Giovanni Gaeta 

A Pristina non esistono le tabaccherie, nonostante il fumo sia diffusissimo e non vi siano caffè o ristoranti dove la sigaretta non la faccia da padrona tra uomini e donne.

PristinaAccendini e sigarette. Le sigarette vengono vendute nei pochi supermercati, ma il modo più semplice è sedersi in un bar, ordinare un espresso skurt (un italianissimo caffè ristretto) ed aspettare che un bambino passi tra i tavoli con una scatola di scarpe in mano piena di pacchetti di sigarette ordinati in modo da ottimizzare il poco spazio a disposizione. Il servizio comprende anche gomme da masticare e carte telefoniche prepagate. Il tutto con un modesto sovrapprezzo rispetto al supermercato, circa 50 centesimi. Un maggior margine di guadagno si trova sugli accendini che il bimbo, opportunamente addestrato, cerca di vendere in coppia con ogni pacchetto di sigarette. Gli accendini riproducono le immagini di personaggi amati nel Paese, come il defunto Presidente Rugova, gli attuali leader politici o, unico internazionale, il finlandese Martti Ahtisaari.

Martti AhtisaariIl Nobel all'indipendenza. Da quando, pochi giorni fa, Ahtissari ha vinto il premio Nobel per la Pace, il costo degli accendini con il suo volto è raddoppiato. D’altronde l’ex presidente finlandese è popolarissimo in Kosovo. Mentre in Italia ci si chiedeva chi fosse, una volta annunciata la sua vittoria del Nobel, a Pristina la soddisfazione era palpabile. Nelle strade e negli uffici si discuteva di quanto Ahtisaari meritasse il premio e di come finalmente l’opinione pubblica internazionale cominciasse a guardare correttamente al Kosovo. In effetti l’ex presidente finlandese lega il suo nome alle sue attività di mediatore internazionale che lo hanno portato in Africa e in Asia, ma negli ultimi dieci anni si è occupato del Kosovo, negoziando a nome delle Nazioni Unite il ritiro dell’esercito Serbo nel 1999, ma soprattutto, impegnandosi per trovare una soluzione allo status del Kosovo, formalmente provincia serba, ma completamente autonomo dai tempi della guerra.

Il "Piano fallito" accolto da Prisitna. La soluzione proposta ufficialmente nel 2007, nota, come “Il Piano Ahtisaari”, prevedeva, senza mai riportare la parola indipendenza, la totale autonomia di Pristina da Belgrado, con istituzioni proprie a tutti il livelli: Parlamento, Corte Costituzionale, Diritti delle minoranze ecc.
Il piano e’ stato rigettato dalla Serbia, ma anziché essere archiviato come un fallito tentativo di mediazione tra le Parti, e’ stato sposato in pieno dal Governo Kosovaro, che ha adottato lo scorso aprile la Costituzione del Kosovo, basata integralmente sul piano Ahtisaari, con la “piccola aggiunta” della parola Pavaresia, “Indipendenza” in lingua albanese. Ovviamente ciò è avvenuto grazie al supporto concreto degli Stati Uniti e dei maggiori Stati europei che hanno sostenuto politicamente, economicamente e militarmente il Kosovo, nonostante la convinta opposizione della Serbia (e della Russia). Ecco così che il Finlandese da mediatore internazionale si è trasformato in uno dei personaggi più amati dalla maggioranza dei kosovari, al pari di altri Padri della Patria come Bill Clinton e Ibrahim Rugova. Al tempo stesso l’assegnazione del Nobel 2008 ha suscitato aperte contestazioni in Serbia, che ha visto nel premio l’ennesima indebita ingerenza in un affare interno.

Festeggiamenti per l'indipendenzaSempre meno soli. A Pristina la notizia del Nobel è arrivata all’indomani del riconoscimento da parte di Macedonia e Montenegro dell’indipendenza kosovara. L’entusiasmo era evidente in città, con caroselli di auto per celebrare il riconoscimento da parte di due dei 4 paesi confinanti. All’improvviso, nell’arco di una notte, il Kosovo e’ passato dal riconoscimento della sola Albania ad ovest ad essere riconosciuto anche da sud, Macedonia, e da nord ovest, Montenegro. Solo a nord est la Serbia resiste mentre ormai 4 su 6 delle ex repubbliche costitutive della Jugoslavia riconoscono l’indipendenza di Pristina. Contemporaneamente, il Nobel per la pace al padre della loro Costituzione ha rappresentato, nelle menti di molti kosovari il suggello della conquistata indipendenza. Il cambio di maggioranza politica in Serbia nei mesi scorsi sembrerebbe indicare che qualcosa si sta muovendo in tal senso, ma i tempi si prevedono lentissimi e il Nobel ad Ahtisaari ha offerto l’ennesima occasione di divisione tra serbi ed albanesi.  

In realtà la situazione resta complessa: il conflitto con la Serbia necessita di essere superato nell’interesse di tutte le parti in causa. Anche a Belgrado sta maturando l’idea di raggiungere una soluzione concordata, soprattutto nell’ottica di entrare nell’Unione Europea che porterebbe da subito, con i programmi di pre-adesione una valanga di euro, per le infrastrutture e l’allineamento agli stardards comunitari.
Parole chiave: giovanni gaeta, ahtisaari, pristina
Categoria: Politica, Costume
Luogo: Serbia