20/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'intellighenzia israeliana si interroga sull'assegnazione del premio a Meir Dagan.
Ogni anno in occasione del Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, una commissione di giornalisti sceglie l'uomo “migliore della comunità”. E Meir Dagan, a detta del popolare giornalista Emanuel Rosen di Channel Two, è l'uomo giusto perché “taglierebbe con le sue mani le le gole dei terroristi, anche con un apriscatole”. La scelta del “personaggio dell'anno” ha destato molte perplessità nell'intellighenzia israeliana.

Meir Dagan, capo del MossadAnd the winner is... “Stiamo parlando di un uomo che nella sua vita ha fatto solo cose buone, di un uomo di azione, nato con il coltello tra i denti. È diventato famoso per l'abilità con cui decapitava i palestinesi con un coltello giapponese. Per noi, lui è l'uomo dell'anno: Meir Dagan, il capo del Mossad”. Con queste parole, accolte da uno scroscio di applausi, Rosen ha annunciato l'assegnazione del premio di “Uomo dell'Anno” da parte di Channel Two, la più influente e seguita emittente tv del Paese.
Gideon Levy, editorialista del quotidiano Haaretz, si è chiesto in quale alto paese libero una commissione, costituita dall'élite del giornalismo nazionale, avrebbe scelto “un personaggio così oscuro con le mani sporche di sangue come pochi”. Indirettamente gli risponde, con ironia, un altro commentatore, Aluf Ben Ahed, il quale sottolinea “l'immensa esperienza di Dagan e la passione profusa nel tagliare le teste degli arabi”.

Meir Dagan e Ariel Sharon"Killer dell'anno". Ben Ahed ha pubblicato, lo scorso 26 settembre un'inchiesta che ha messo in luce i rapporti tra Dagan e l'ex premier Ariel Sharon, che nel 2002 lo nominò capo dell'intelligence israeliana: il loro incontro risale ai primi Anni '70, quando Sharon era il comandante della regione meridionale e Dagan il comandante del famigerato squadrone Rimonim che operava per lo più nella Striscia di Gaza. Ben Kasbit, giornalista di Maarev – il secondo quotidiano più diffuso -, scrive dei problemi psicologici accusati da molti soldati costretti da Dagan, che lo ordinava loro, di uccidere i palestinesi nei modi più atroci. Secondo Ronin Briegman, giornalista di Ydiot Aharonot esperto di intelligence, Sharon era irritato dalla gestione precedente del Mossad a guida Ephraim Helevi. In un'inchiesta pubblicata sul suo quotidiano lo scorso 7 agosto, Briegman racconta l'insoddisfazione di Sharon dettata da “una scarsa propensione di Helevi a usare gli omicidi come strumento dei servizi, cosa che diminuiva notevolmente la forza e la ricchezza di Israele”.

Gideon LevyI meriti di Dagan. È per questo motivo che Dagan fu chiamato a sostituire Helevi. È grazie a quest'uomo di azione, dice Levy, se il 12 febbraio scorso l'imprendibile leader di Hezbollah Imad Mughniyeh è saltato in aria a Damasco; solo con il suo intervento è stato possibile bombardare il sospetto sito nucleare in Siria e, infine, non ha “disdegnato qualche misterioso, quanto inutile, assassinio”. Solo per questi motivi, si sostiene nella motivazione del premio, “Dagan meriterebbe di essere premiato almeno 10 volte”. La cosa più terribile, secondo Levy, è che si tratta dell'unico personaggio in Israele su cui veglia una sorta di intangibilità: molte attività del suo passato sono ancora protette dal segreto e dalla censura. “Meir Dagan è responsabile di gran parte del sangue scorso a fiumi a Gaza negli Anni '70 e in Libano negli Anni '80”, dice l'editorialista. Alcuni anni fa due giornalisti condussero un'inchiesta scioccante su di lui e su ciò che aveva fatto in Libano. Un'inchiesta che non è stata mai pubblicata. Levy è convinto che Channel Two abbia ripulito l'immagine di Dagan, rendendo icona la sua immagine di combattente con il coltello tra i denti, ma, aggiunge, “hanno solo premiato il killer dell'anno”.
 
Nicola Sessa
 
Parole chiave: nicola sessa, mossad, israele, dagan, levy
Categoria: Costume, Media
Luogo: Israele - Palestina