16/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Islamabad non risponde. Gli Usa lo fanno a modo loro
Baitullah MehsudI guerriglieri talebani pachistani hanno annunciato ieri sera di essere pronti a deporre le armi e a dialogare con il governo di Islamabad. Lo ha annunciato alla Bbc in lingua urdu Maulvi Umar, portavoce del Movimento dei Talebani in Pakistan (Ttp) guidato dal comandante Baitullah Mehsud. "Non vogliamo mettere a rischio l'integrità e la sovranità del nostro Paese. Quindi, se il governo pone fine alle sue operazioni militari contro di noi, siamo pronti a fermare le nostre azioni e a cooperare con il governo per cacciare via dalle Aree Tribali i militanti stranieri (Al-Qaeda, ndr) e per impedire l'infiltrazione di militanti in Afghanistan".

Esercito pachistano nelle Aree TribaliQuattrocento morti solo nell'ultima settimana. Da Islamabad, dov'è in corso una sessione straordinaria del parlamento proprio sulla guerra nelle Aree Tribali, non è ancora giunta nessuna reazione a questa offerta di dialogo.
Il presidente Zardari e il premier Gilani sarebbero ben felici di porre fine a questa destabilizzante e sanguinosa guerra civile (quattrocento morti e decine di attentati solo nell'ultima settimana), ma sanno che Washington non vuol sentir nemmeno parlare di trattati di pace nelle Aree Tribali perché teme che i talebani pachistani, se non impegnati sul fronte domestico, si riverserebbero in massa in Afghanistan a dare man forte ai loro compagni afgani.  

Drone Usa Predator La reazione degli Usa. Questa mattina gli Stati Uniti hanno voluto ribadire, a modo loro, la loro contrarietà a ogni trattativa lanciando un raid aereo contro il presunto nascondiglio del comandante del Ttp, Baitullah Mehsud, nel villaggio di Sam, Sud Waziristan. Non si sa se tra le sei vittime dei missili Usa Hellfire (fuoco dell'inferno) lanciati dal drone volante Predator ci sia o meno il giovane emiro talebano, gravemente malato di diabete e, secondo alcune fonti, addirittura in coma da alcune settimane. Ma di certo il messaggio è arrivato chiaro e forte nell'aula del parlamento pachistano.
 

Enrico Piovesana

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