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I guerriglieri talebani pachistani hanno annunciato ieri sera di essere pronti
a deporre le armi e a dialogare con il governo di Islamabad. Lo ha annunciato
alla Bbc in lingua urdu Maulvi Umar, portavoce del Movimento dei Talebani in Pakistan
(Ttp) guidato dal comandante Baitullah Mehsud. "Non vogliamo mettere a rischio
l'integrità e la sovranità del nostro Paese. Quindi, se il governo pone fine
alle sue operazioni militari contro di noi, siamo pronti a fermare le nostre azioni
e a cooperare con il governo per cacciare via dalle Aree Tribali i militanti stranieri
(Al-Qaeda, ndr) e per impedire l'infiltrazione di militanti in Afghanistan".
Quattrocento morti solo nell'ultima settimana. Da Islamabad, dov'è in corso una sessione straordinaria del parlamento proprio
sulla guerra nelle Aree Tribali, non è ancora giunta nessuna reazione a questa
offerta di dialogo.
La reazione degli Usa. Questa mattina gli Stati Uniti hanno voluto ribadire, a modo loro, la loro contrarietà
a ogni trattativa lanciando un raid aereo contro il presunto nascondiglio del
comandante del Ttp, Baitullah Mehsud, nel villaggio di Sam, Sud Waziristan. Non
si sa se tra le sei vittime dei missili Usa Hellfire (fuoco dell'inferno) lanciati dal drone volante Predator ci sia o meno il giovane emiro talebano, gravemente malato di diabete e, secondo
alcune fonti, addirittura in coma da alcune settimane. Ma di certo il messaggio
è arrivato chiaro e forte nell'aula del parlamento pachistano.
Enrico Piovesana