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Sendero Luminoso è tornato, dunque. Già settimana scorsa in un'imboscata vennero
uccisi 13 soldati e almeno due civili (oltre al ferimento di altri 13 soldati
e 14 civili), facendo riemergere dal passato ricordi di una guerriglia di stampo
maoista (e legata secondo molti osservatori al narcotraffico) che dal 1980 al
2000 potrebbe
aver causato oltre 70 mila morti: è stato il più violento attacco degli ultimi
dieci anni.
Da qualche mese. Sendero Luminoso non è mai stato del tutto sradicato dal territorio peruviano.
Nel dipartimento di Huncavelica, dove la guerriglia ha sempre avuto una forte
presenza, dallo scorso agosto l'esercito peruviano conduce operazioni militari
che producono quotidianamente scontri a fuoco e morti, soprattutto fra la popolazione
civile. Qui si punta il dito contro l'esercito colpevole secondo alcuni accusatori
dell'omicidio indiscriminato di civili. Come in passato.
Le rivendicazioni. Sendero Luminoso ha rivendicato le azioni. In un comunicato diffuso lunedì dal
gruppo 'Base Mantaro Rojo' che ha la sua base operativa nell'impervia zona di
Tintay Puncu, nella regione di Huncavelica, e il cui leader è Netzel, ha fatto
sapere che l'attacco della scorsa settimana sarebbe avvenuto per commemorare gli
80 anni della fondazione del Partito Comunista del Perù e che le azioni sarebbero
proseguite anche in futuro. Obiettivo? Sempre e soltanto i militari. Inoltre,
il gruppo guerrigliero sostiene che gli attacchi sono una risposta alla campagna
che il governo sviluppa nell'area. Secondo Base Mantaro Rojo, infatti, il governo
utilizzerebbero bombardamenti aerei nella zona dove operano causando la morte
di decine di civili. E denunciano anche la scomparsa, il sequestro e la detenzione
di diversi campesinos. Come ai vecchi tempi.Alessandro Grandi