Mentre la Nato, per uscire dal pantano della guerra in Afghanistan, punta tutto
sul rafforzamento delle forze di sicurezza locali, sempre più soldati dell'Esercito
Nazionale Afhano e agenti della Polizia Nazionale passano, armi e bagagli, dalla
parte dei talebani.

Secondo un'inchiesta dell'emittente araba Al-Jazeera, questo fenomeno è in costante
aumento. Nell'ultimo mese, solo nella provincia di Herat - sotto comando italiano
- almeno settanta militari afgani si sono arruolati nella guerriglia, cui hanno
portato in dote armi e soprattutto l'addestramento ricevuto dagli istruttori militari
occidentali.
La ragione non sarebbero, come accadeva in passato per le diserzioni, le basse
paghe e la pericolosità del mestiere, bensì una scelta ideologica.
Il comandante Sulieman Ameri e i suoi sedici uomini fino a tre settimane fa erano
in polizia: ora sono talebani. "Non possiamo collaborare con gli infedeli che
occupano il nostro Paese", dice Ameri ad Al-Jazeera. "Ho visto con i miei occhi
cosa fannno alla nostra gente e come si comportano: l'alcolismo, la prostituzione.
Ho capito che dobbiamo combatterli e cacciarli via".
"Io ho ricevuto 45 giorni di addestramento dagli americani", racconta un altro
ex soldato ora nei talebani, "e ora userò la mia esperienza al servizio della
jihad contro gli infedeli".