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In poche parole si tratta di un nuovo cassonetto semitrasparente e di ultima
generazione (in parte d'alluminio e quindi riciclabile) in cui i cittadini lasciano
oggetti che potrebbero servire a altre persone. Un modo diverso e alternativo
di riciclare che in futuro potrebbe anche diventare un nuovo punto d'incontro
per le persone.
Finora i cassonetti si trovano a Venezia e Rovereto (Tn) e sembra che godano
di un discreto successo. “Abbiamo potuto notare che al loro interno ci sono le
cose più disparate: dai cellulari agli hard disk, dai carrelli da magazziniere
ai libri. E non esiste un identikit dell'utente tipo dei cassonetti: giovani e
non, sembrano aver appreso appieno le finalità del progetto. Al vaglio, spiegano
le ragazze, c'è anche la possibilità di rendere industriale la produzione di questi
cassonetti e di esportarli in tutte le città d'Italia. E sembra anche che ne ha
già potuto usufruire sia davvero soddisfatto. “Mi piace veramente perchè come
studentessa straniera in Italia -racconta una bella ragazza dall'accento dell'est-
per seguire il corso Erasmus non ho molti soldi e con il cassonetto evito di fare
shopping. Al suo interno ho trovato cose molto interessanti: un paio di jeans,
una giacca, una borsa, un foulard, una poltrona di design. La cosa bella è proprio
questa: passare, lasciare qualcosa che qualcuno va a prendere”. La giovane vede
anche un aspetto sociale nell'operazione. “Se per caso trovi una giacca, la indossi
e vai a spasso, magari rischi di incontrare la persona che l'ha lasciata e puoi
parlare con lei”. Anche un ragazzo, cappellino calato sulla fronte e camicia bianca
a righe blu è d'accordo: “Avere la possibilità di non dover buttare via le cose
è una cosa geniale. Innanzitutto, però, bisognerebbe cercare di cambiare la mentalità
della gente”.Alessandro Grandi