10/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



GheddafiLa Libia ha deciso di ritirare fondi per sette miliardi di dollari dalle banche svizzere e di interrompere la cooperazione economica e le forniture petrolifere alla confederazione elvetica. La decisione è stata comunicata all'agenzia libica Jana da un anonimo funzionario del ministero degli Esteri. Ufficialmente è stata motivata con un non meglio specificato "cattivo trattamento" che diplomatici e uomini d'affari libici riceverebbero "nel cantone di Ginevra". Di certo, le nuove misure rientrano nello scontro innescato dall'arresto il 15 luglio scorso a Ginevra del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, e della moglie incinta per il presunto maltrattamento di due dipendenti dell'albergo. Le nuove misure resteranno in vigore fino a quando "non saranno stati spiegati i motivi che hanno causato questi comportamenti", ha spiegato la fonte del ministero. La Svizzera importa dalla Libia 2,5 milioni di tonnellate di greggio all'anno, pari al 20 percento del fabbisogno energetico del Paese. La Tamoil, che ha confermato i rifornimenti alle raffinerie "in Italia e Germania", ha peraltro circa 330 stazioni di rifornimento nella confederazione.

Categoria: Politica
Luogo: Libia