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A venticinque anni dal suo inizio, la guerra civile in Sri Lanka sembra giunta
al suo epilogo. Dopo una fulminea avanzata verso nord, le truppe governative singalesi
sono ormai giunte alle porte di Kilinochchi, la roccaforte dei separatisti tamil.
I generali di Colombo garantiscono che la presa della città è ormai "imminente"
e intanto continuano a bombardarla con aviazione e artiglieria.
A novembre la controffensiva dell'Ltte. "L'esercito assedia Kilinochchi, è vero, ma questo non vuol dire che abbia la
vittoria in tasca", spiega a Peacereporter Vediwel Thevaraj, direttore del principale
giornale tamil dello Sri Lanka. "La leadership militare e politica delle Tigri
tamil si è rifugiata a Mullaitivu, sulla costa nord-orientale (secondo altri,
i capi dell'Ltte sono fuggiti in Tamil Nadu, nel sud dell'India, ndr) e sta preparando
la controffensiva. Il contrattacco scatterà a novembre, con l'inizio dei monsoni
che renderanno il terreno pesante e quindi sfavorevole per le forze governative.
L'Ltte (Tigri per la Liberazine della Patria Tamil, ndr) sta opponendo la minima
resistenza necessaria proprio per risparmiare il meglio delle sue forze per la
controffensiva".
Non è la prima volta che il governo canta vittoria. Nonostante gli innegabili successi dell'esercito di Colombo, che negli ultimi
due anni ha riconquistato (a caro prezzo) gran parte dei territori ribelli, non
è detto che questo sanguinoso conflitto (60 mila morti e un milione di sfollati)
stia per giungere al termine. Da anni il governo del 'falco' Mahinda Rajapaksa
sostiene di essere a un passo dalla vittoria finale, ma la strenua resistenza
degli indipendentisti tamil lo ha regolarmente smentito. Almeno finora. Enrico Piovesana
Parole chiave: sri lanka, kilinochchi, tigri tamil, ltte, guerra, pace